Chi è Raffaele Cutolo? Tutto sul fondatore della NCO

Chi è Raffaele Cutolo? Tutto sul fondatore della NCO

Chi è Raffaele Cutolo? ‘O professore, fondatore della Nuova Camorra Organizzata che ha terrorizzato l’Italia intera.

Chi è Raffaele Cutolo? Tutto sulla vita del capo della NCO

Questa sera si è spento Raffaele Cutolo, meglio noto anche come ‘o professore – dotato di una licenza elementare – nasce il 4 novembre ad Ottaviano in provincia di NapoliFiglio di un mezzadro – detto ‘O Monaco – e di una lavandaia cresce nel paesino alle falde del Vesuvio, dove ebbe inizio la sua carriera criminale. A 22 anni compie il suo primo omicidio. In una rissa, uccide un ragazzo che aveva avanzato diversi apprezzamenti sulla sorella.

Amante della poesia – scriverà una poesia per una donna tunisina conosciuta durante la latitanza e dal quale avrà una figlia – e della ‘molletta’ – con il coltello a Poggioreale uccise il boss Antonio Spavone – fuori e dentro al carcere. Uomo pazzo per finta o per davvero non si è mai capito, ma riuscì ad evadere dal manicomio giudiziario di Aversa. Con una carica di nitroglicerina, squarciò le mura del manicomio fuggendo senza problemi. Durante la latitanza, vede l’unico figlio maschio ed erede – Roberto Cutolo avuto da Filomena Liguori – ucciso dalla ‘ndrangheta.

Durante la sua detenzione a Poggioreale, fa nascere la Nuova Camorra Organizzata (NCO). È l’organizzazione criminale, piramidale e paramilitare che si basa sul culto del Vangelo, ossia Raffaele Cutolo. Il suo braccio dentro è la sorella Rosetta Cutolo, ma può contare anche su Alfonso Rosanova imprenditore e mente economia dell’organizzazione. Formerà tanti giovani che aderiranno ad una organizzazione – che strinse diverse alleanze con altri clan, tra cui la Banda della Magliana – di cui si servirà anche i servizi segreti italiani. Grazie a Vincenzo Casillo, i servizi segreti raggiunsero un accordo con Cutolo che da intermediario portò ad una soluzione per liberazione di Aldo Moro.

Raffaele Cutolo, l’uomo che ispirò Tornatore e De Andrè

La sua storia non passò inosservata, tanto da essere scritta in un libro intitolato Il camorrista. Vita segreta di don Raffaele Cutolo di Giuseppe Marrazzo. Un libro che Cutolo, durante il processo per l’omicidio del consigliere comunale Cappuccio, annunciò che fosse sequestrato.

Dallo stesso romanzo, prese spunto Giuseppe Tornatore, regista del film “Il Camorrista” con Ben Gazzara nei panni del “boss di Vesuviano”. All’interno del film, nato come una protesta contro la camorra, ma diventato un cult, del cinema italiano, diverse storie vere si mischiavano a personaggi che avevano nomi di fantasia. Tra questi Alfredo Canale, interpretato da Nicola Di Pinto.

Raffaele Cutolo è però anche l’uomo che forse ha ispirato Fabrizio De Andrè. Il cantautore genovese insieme a Massimo Bubola e Mauro Pagani per la musica, scrive una canzone, in cui già il titolo fa capire a chi trae ispirazione: Don Raffaè.

Il brano racconta della vita di un agente di polizia penitenziaria Pasquale Cafiero, che oltre a denunciare la drammatica situazione delle carceri italiane, al cui interno gli equilibri sono spesso assoggettati al potere delle organizzazioni malavitose, parla di un uomo in particolare. Il brigadiere Pasquale Cafiero chiede piaceri a don Raffaè. Dal cappotto per un matrimonio, al posto di lavoro per il fratello.

Tutto ruota intorno al caffè, “Che sulo a Napule sanno fa”. Fantasia, ma anche un pizzico di verità. Circa il verso “l’assessore che Dio lo perdoni /’ndentro ‘a roulotte ci alleva i visoni” si rifà ad un fatto di cronaca degli anni ’80. Il pezzo ebbe un enorme successo: oltre ad essere reinterpretato da Murolo, piacque anche a Cutolo che scrisse a De Andrè, ringraziandolo e complimentandosi per il brano.

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