Harakiri Pd. L’alleanza col M5S (con Fico sindaco) spiana la strada al “Terzo Polo”. I dettagli

Harakiri Pd. L’alleanza col M5S (con Fico sindaco) spiana la strada al “Terzo Polo”. I dettagli

Napoli nel caos. Tanto per cambiare. La corsa verso Palazzo San Giacomo s’infiamma ma non trova la quadra. I profili emersi in queste settimane rappresentano una parte della politica. Ma che non traccia la sintesi. Un bailamme inutile e dannoso che i cittadini partenopei ignorano per carenza di qualità. Facciamo un po’ di chiarezza. Il Pd coltiva la presunzione di imporre il candidato sindaco. Insieme al M5S. Punto. Tutto il resto è noia. Il messaggio è chiaro: “O così o addio”. Roba da Stato di polizia. Il Pd fa i conti senza l’oste. Parliamoci chiaro. L’alleanza col M5S non la digerisce nessuno. Ma proprio nessuno. Il candidato sindaco che ha in mente il Pd è Roberto Fico, attuale Presidente della Camera. Un profilo che non ha mai convinto i deluchiani, Noi Campani, Liberaldemocratici (lista Sommese) e gli altri partiti che hanno contribuito alla rielezione del governatore De Luca. La solita candidatura calata dai caminetti romani che irrita gli attori in campo. E che, dulcis in fundo, isolerebbe, complice la freddezza con cui gran parte del centrosinistra ha accolto questa ipotesi, il partito di Letta a Napoli. Altro che fantapolitica. Avete capito bene. Sarracino continua a non capire che la fantomatica alleanza coi pentastellati mette il Pd all’angolo. Rischiando una nuova sconfitta al primo turno.

In altre parole Fico candidato sindaco spianerebbe un’autostrada al terzo polo. Alle ultime Regionali i partiti di centro nella coalizione guidata da De Luca (basti pensare che IV e De Luca Presidente insieme hanno raccolto il 20% ma che, coalizzandosi, potrebbero attirare pezzi del Pd lontani da Sarracino) sfiorano il 30%. Senza contare Pd e M5S. Ovviamente le culture non si sommano ma il terzo polo rappresenta uno zoccolo duro in grado di esprimere da solo voti e consensi. Uno scenario inquietate che non può non preoccupare il Pd. Che oltre alla prospettiva centrista deve fare i conti con l’ex sindaco Bassolino, sempre più determinato verso il ritorno a Palazzo San Giacomo. Capitolo Manfredi. L’ex rettore della Università Federico II piace a De Luca. Un profilo autorevole nel mondo accademico che nei piani del governatore salernitano sarebbe perfetto per risollevare le sorti della città. Manfredi sarebbe un sindaco maggiormente funzionale al dialogo fra istituzioni completamente assente nel rapporto De Luca-De Magistris. L’ex Ministro dell’Università non convince, oltre che il duo Topo-Casillo, il Pd napoletano. Sarracino gradirebbe un nome più “politico” e meno “tecnico” (in parole povere o Fico o niente).

Del resto il nome di Riccardo Monti, manager a capo dell’interporto Sud Europa stimato da De Luca (si vocifera che sarà il prossimo consulente economico dell’ex sindaco di Salerno), non è spuntato a caso. Un buon profilo per una coalizione moderata e non prigioniera dei capricci Pd. Un’ipotesi per nulla tramontata e che prende sempre più forma ogni volta che il Pd non ragiona. Mica male …

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