Teatro De Rosa, Massimiliano Gallo dei Bastardi di Pizzofalcone in scena il 12 maggio

Teatro De Rosa, Massimiliano Gallo dei Bastardi di Pizzofalcone in scena il 12 maggio

Frattamaggiore, giovedì 12 Maggio ore 20.30, presso il Teatro De Rosa, Massimiliano Gallo in scena con il suo spettacolo di successo, Resilienza 3.0.

Massimiliano Gallo che sarà protagonista di “Resilienza 3.0 – Comiche istruzioni per risorgere da un disastro”. L’attore (in scena con Pina Giarmanà, Shalana Santana, Arduino Speranza), racconterà le difficoltà che tutti abbiamo dovuto vivere durante periodo di quarantena da covid19. E lo farà in modo simpatico, divertente, mettendo a nudo i nostri difetti e le anche le nostre paure. I selfie fatti negli angoli più disparati dell’appartamento; la privacy inesistente nelle famiglie più numerose; una chiusura obbligata in 60 metri di casa; le paure, la noia, l’immobilità, la voglia di evadere, tra una lezione online e una palestra fatta in casa, in una condivisione difficile degli spazi vitali. In scena con Gallo i compagni di sempre Shalana Santana e Pina Giarmanà, accompagnati dal maestro Mimmo Napolitano al pianoforte, Davide Costagliola al contrabbasso e Giuseppe Di Colandrea al clarion. La formazione che aveva già portato in scena Resilienza 2.0, uno spettacolo di grande successo dello scorso anno. Torniamo a ridere allora, perché questo momento va esorcizzato con tanta ironia. Solo così potremmo dire di essere tornati a vivere! Sarà costretto improvvisamente a domandarselo anche Innocenzo Tarallo, 54 anni ben portati, napoletano e imprenditore nel settore della ristorazione ossia il classico “self made man”. Nipote e figlio di baccalaiuolo si ritrova ora proprietario orgoglioso di un ristorante di sushi di moda tuttavia dopo tanti sacrifici avrebbe voluto godersi un po’ la vita soprattutto grazie a qualche piccola “furbizia” di contribuente. Tuttavia si ritroverà in balia di mille peripezie e problemi, soprattutto costretto a risolvere il quesito che angustia la stragrande maggioranza di noi: come possono da sole evocano così tanta bellezza? Tuttavia le parole “Equità” e “Italia”, quando si uniscono si contraggono dolorosamente come chi è in preda alla più dolorosa delle coliche addominali.

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