Terra dei Fuochi, il prefetto: «Numeri confortanti, ma avanti con i controlli»
A Casalnuovo il bilancio dei primi nove mesi del 2026: 491 aziende sequestrate o interdette, oltre 70mila veicoli controllati e 1.193 persone denunciate. I roghi diminuiscono del 14%. Di Bari: «I risultati devono essere uno stimolo per il futuro».
NAPOLI, 27 OTT – Diminuiscono i roghi, aumentano i controlli e cresce il numero delle aziende colpite dai provvedimenti delle autorità. È il bilancio delle attività di contrasto agli sversamenti abusivi e alla combustione illegale dei rifiuti nella Terra dei Fuochi, illustrato dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, nel corso di un incontro con gli amministratori locali e una delegazione di associazioni del territorio, ospitato a Palazzo Salerno-Lancellotti, a Casalnuovo di Napoli.
«I dati che abbiamo illustrato stanno a testimoniare l’attività sia di prevenzione che di repressione portata avanti con un impegno straordinario», ha dichiarato il prefetto, sottolineando che i risultati raggiunti non devono far abbassare la guardia. «I risultati sono soddisfacenti, ma devono essere da sprone per il futuro», ha aggiunto, ribadendo la necessità di proseguire con un’azione coordinata e capillare.
Oltre 70mila veicoli controllati
I numeri relativi al periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 settembre 2026 restituiscono un quadro di intensificazione delle attività di vigilanza e repressione. Sono state effettuate oltre 900 ispezioni nelle attività produttive e artigianali, con particolare attenzione alle aziende che operano al di fuori dei circuiti regolari di smaltimento dei rifiuti.
Nello stesso periodo, 491 aziende sono state sequestrate o interdette, con un incremento del 100% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno. Sul fronte dei controlli stradali, sono stati verificati circa 70mila veicoli e 1.087 sono stati sequestrati, anche in questo caso con un aumento del 100% su base annua. Le patenti ritirate sono state 271.
Le persone denunciate sono state 1.193, in crescita del 168% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli arresti sono stati 60, con un incremento del 400%. Le sanzioni amministrative pecuniarie contestate ammontano complessivamente a sette milioni di euro.
Un dato in controtendenza riguarda gli incendi di rifiuti: i roghi sono diminuiti del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Control room, fototrappole e collaborazione tra le forze dell’ordine
A sostenere l’attività di contrasto è un sistema integrato di controlli che coinvolge le diverse istituzioni e le forze di polizia. Un ruolo centrale è svolto dalla control room presso il comando regionale dei Carabinieri Forestali, dove confluiscono le attività di monitoraggio e coordinamento di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di finanza, con il contributo dell’Esercito, della Polizia metropolitana e delle polizie locali.
Il dispositivo si avvale anche delle nuove tecnologie, tra cui le fototrappole, utilizzate per individuare chi abbandona illegalmente i rifiuti. «Fanno emergere un’amara realtà», ha osservato Di Bari, evidenziando come una parte, seppur minoritaria, della popolazione continui a considerare normale lasciare i rifiuti lungo le strade.
Un rafforzamento dei controlli è stato possibile anche grazie alle risorse messe a disposizione dal ministero dell’Interno, guidato da Matteo Piantedosi, che hanno consentito assunzioni mirate per potenziare gli organici delle polizie locali.
Bonifiche e prevenzione dei nuovi sversamenti
La strategia per la Terra dei Fuochi si muove lungo due direttrici: bonificare le aree già compromesse e impedire che si formino nuovi accumuli illegali di rifiuti.
Nel corso dell’incontro è stata richiamata l’attività della struttura commissariale per le bonifiche guidata dal generale Giuseppe Vadalà, insieme al lavoro del prefetto Fabio Ciciliano e al monitoraggio svolto da Arpac e Ispra.
Di Bari ha inoltre evidenziato la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, a partire dalla cabina di regia istituita a Palazzo Chigi e presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con il coinvolgimento del viceministro dell’Ambiente Vannia Gava.
Il prefetto ha ricordato anche la valutazione positiva espressa nel marzo scorso dall’Unione europea sulla strategia adottata dal Governo, nel quadro delle questioni sollevate dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu).
«C’è uno spettro di azione multiforme, globale, ed è questa la migliore risposta che si è data», ha concluso Di Bari, indicando nella continuità dei controlli, nella collaborazione istituzionale e nell’utilizzo delle tecnologie gli strumenti per contrastare un fenomeno che continua a rappresentare una criticità ambientale e sociale per il territorio.
Il bilancio dei primi nove mesi mostra dunque un’intensificazione dell’azione repressiva e una riduzione dei roghi. La sfida, ora, resta quella di consolidare questi risultati, accelerare le bonifiche e impedire che nuovi sversamenti compromettano le aree già interessate dall’emergenza ambientale.



















































































