Salis: «Il centrosinistra può farcela, il governo non ha dato risposte dopo quattro anni»
La sindaca di Genova a diMartedì su La7: «Serve un campo progressista il più ampio possibile». Critiche ai decreti sicurezza, appello all’ascolto delle proteste e confronto tra Meloni e Berlusconi sulla comunicazione mediatica.
GENOVA, 27 OTT – «Ce la facciamo, secondo me sì, ce la facciamo». Silvia Salis scommette sulle possibilità del centrosinistra e indica nell’ascolto delle istanze sociali uno dei punti su cui costruire l’alternativa al governo. La sindaca di Genova, ospite della trasmissione diMartedì su La7, condotta da Giovanni Floris, ha affrontato i nodi del campo progressista, dalla necessità di ampliare la coalizione al rapporto tra le forze politiche, fino alle politiche sulla sicurezza e alla gestione delle proteste.
Secondo Salis, il centrosinistra può puntare sulla capacità di affrontare questioni sulle quali, a suo giudizio, l’esecutivo non ha fornito risposte adeguate. «Dopo quattro anni di maggioranza bulgara», ha osservato, il governo avrebbe avuto la possibilità di incidere profondamente sul cambiamento del Paese senza riuscire, secondo la sindaca, a soddisfare le richieste di una parte della società.
Al centro del suo ragionamento ci sono soprattutto i giovani, il costo della vita e la domanda di cambiamento che attraversa l’Europa. «C’è un vento che soffia in tutta Europa che parla di giovani, delle loro richieste, di cambiamento, di insostenibilità di vita», ha detto Salis, sostenendo che queste istanze debbano essere ascoltate. «Per anni si sono silenziati i venti di protesta, poi questi venti non si possono più silenziare».
La sindaca ha richiamato anche le mobilitazioni nel Sud Italia, sottolineando i tempi che, a suo giudizio, sono stati necessari perché le ragioni della protesta trovassero spazio nel dibattito pubblico. Ha citato le conseguenze degli scioperi e delle manifestazioni, con difficoltà negli approvvigionamenti di carburante e scaffali dei supermercati vuoti, per evidenziare la distanza che ritiene si sia creata tra le richieste dei cittadini e l’attenzione delle istituzioni.
«Un campo progressista il più ampio possibile»
Interpellata da Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa, sulla possibilità che il centrosinistra riesca a competere con il centrodestra, Salis ha risposto positivamente. La strada, secondo la sindaca, passa dalla costruzione di un’alleanza ampia, capace di tenere insieme sensibilità diverse senza cancellarne le identità.
«Questa addizione non dà automaticamente successo», ha precisato, riferendosi all’allargamento del campo progressista, nel quale ritiene possa trovare spazio anche Rifondazione Comunista. Di fronte a una sfida che definisce «epocale», la coalizione dovrebbe però puntare a essere «il più ampio possibile», con l’obiettivo di riportare l’Italia nell’area progressista.
Per Salis, allargare il perimetro dell’alleanza non significa rinunciare alle caratteristiche dei singoli partiti, ma offrire agli elettori una proposta plurale. «Non è una sfida da poco e non possiamo affrontarla arroccandoci sulle nostre posizioni», ha concluso.
Sul possibile ruolo di mediazione tra i leader del centrosinistra, in particolare Elly Schlein e Giuseppe Conte, la sindaca ha sostenuto che non si tratti di una prerogativa esclusiva dei vertici nazionali. «Un ruolo di mediazione può esercitarlo chiunque, che sia un sindaco, un parlamentare o un leader di partito», ha affermato.
Alla domanda di Floris su un’eventuale telefonata ai due leader in caso di tensioni, Salis ha risposto: «A meno che non litighino su Genova, per il momento non spetta a me fare questa telefonata». La priorità, ha aggiunto, dovrebbe essere quella di individuare i punti di un programma comune, evitando scontri pubblici. Quanto alle primarie, ha ribadito di non voler rivelare la propria preferenza: essendo sostenuta da tutti i partiti, non ritiene corretto indicare chi voterà.
Sicurezza, critiche agli otto decreti
Nel corso dell’intervista, Salis ha criticato anche l’impostazione del governo in materia di sicurezza. «Otto decreti in questi anni non hanno prodotto risultati, se non quello di minimizzare l’azione del Parlamento», ha dichiarato, sostenendo che diversi provvedimenti abbiano introdotto reati già esistenti, prevedendo in alcuni casi pene inferiori a quelle precedenti.
Per la sindaca, il problema riguarda anche l’approccio complessivo alla sicurezza, che a suo giudizio rischia di alimentare una rappresentazione permanente dell’emergenza. «Il tema è l’idea di uno Stato che vive sempre in emergenza, sempre con un nuovo pericolo e con un nuovo nemico», ha detto.
Salis ha quindi invitato a distinguere la condanna degli episodi violenti dall’attenzione alle ragioni delle manifestazioni. «Le violenze vanno condannate e sono sbagliate, ma parliamo anche delle richieste delle persone pacifiche che sono scese in piazza», ha sottolineato.
Tra le questioni che, secondo la sindaca, meriterebbero maggiore attenzione ha citato le vertenze industriali, a partire dall’ex Ilva e da Ericsson, oltre alle difficoltà economiche e sociali che interessano il Mezzogiorno.
Meloni e Berlusconi, il peso della comunicazione
Un altro passaggio dell’intervista ha riguardato il rapporto tra politica e media, con un confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ex premier Silvio Berlusconi.
Secondo Salis, entrambi hanno compreso l’importanza della comunicazione e della capacità di orientare il dibattito pubblico. «In comune hanno la consapevolezza dell’importanza della macchina mediatica e di quanto una notizia che viene data mainstream pesi di più della successiva smentita», ha affermato.
La differenza, nella lettura della sindaca, riguarda soprattutto i toni. «Quello che li differenzia è l’aggressività», ha detto, sostenendo che Berlusconi, pur disponendo di una macchina comunicativa molto incisiva, non facesse dell’aggressività verbale la propria cifra nella stessa misura che Salis attribuisce all’attuale presidente del Consiglio.
Nel complesso, l’intervento della sindaca ha toccato i principali temi del confronto politico nazionale: la costruzione dell’alternativa al governo, l’allargamento delle alleanze, il rapporto tra i leader del centrosinistra e la necessità di dare risposte alle questioni sociali. Un percorso che, nella sua impostazione, passa soprattutto dalla capacità di ascoltare le proteste e trasformare le richieste che arrivano dal Paese in una proposta politica condivisa.



















































































