Il campo largo accelera: programma entro un mese e primarie entro febbraio. A dicembre tutti in piazza
Accordo in tre ore di videocall tra Schlein, Conte e i leader di Avs. Si apre al centro: dentro Italia Viva, Più Europa, Più Uno e Progetto civico. Ancora dubbi sul coinvolgimento di Rifondazione comunista.
Il centrosinistra prova a imprimere una svolta al percorso verso le elezioni politiche del 2027. Dopo settimane di confronti, distinguo e tensioni tra le diverse forze della coalizione, il campo largo accelera e mette nero su bianco una prima tabella di marcia. Tre ore di videocall sono bastate a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per raggiungere un’intesa sui prossimi passaggi politici e organizzativi dell’alleanza progressista.
Le priorità sono definite: il programma elettorale dovrà essere pronto entro un mese, mentre le primarie per individuare il candidato alla guida della coalizione si svolgeranno entro febbraio, senza escludere l’ipotesi di anticiparle a gennaio. A dicembre, inoltre, il centrosinistra tornerà in piazza con una mobilitazione nazionale contro il governo Meloni e la legge di Bilancio.
La riunione ha segnato un’accelerazione significativa, soprattutto alla luce delle divergenze emerse nei giorni precedenti. Conte e i rappresentanti di Avs avevano più volte sollecitato una definizione rapida del programma e delle regole per le primarie, lasciando intendere che sulla tempistica non ci fosse ancora una posizione condivisa. Anche il rapporto con Italia Viva sembrava tutt’altro che consolidato, dopo le dichiarazioni dello stesso presidente del M5s riportate nell’ultimo libro di Bruno Vespa. Ma il confronto tra i leader sembra aver superato anche questo ostacolo: il partito di Matteo Renzi rientra infatti nel perimetro dell’alleanza.
L’apertura al centro e il nodo Rifondazione
Uno dei risultati politici più rilevanti riguarda proprio l’allargamento della coalizione all’area centrista. Nel progetto troveranno spazio Italia Viva, Più Europa, il Progetto civico di Alessandro Onorato e Più Uno, il movimento promosso da Ernesto Maria Ruffini insieme a Franco Gabrielli.
Resta invece incerto il coinvolgimento di Rifondazione comunista. Il partito, grazie alla presenza in Parlamento di un senatore eletto con il Pd e poi passato al gruppo della formazione, potrebbe formalmente rientrare nei requisiti richiesti. Ma tra gli alleati permangono perplessità sull’opportunità di coinvolgerlo direttamente al tavolo programmatico. L’orientamento prevalente, al momento, sembra quello di lasciarlo fuori.
Il programma parte subito, a dicembre la mobilitazione nazionale
La fase operativa comincerà già nei prossimi giorni. Ogni forza politica individuerà i propri delegati per partecipare agli incontri programmatici, ai quali potranno prendere parte anche i capigruppo parlamentari, forti del lavoro comune già svolto su diverse proposte di legge. Una volta raggiunta un’intesa sui contenuti, il documento sarà sottoposto ai leader per la definizione politica definitiva.
L’obiettivo è costruire una piattaforma condivisa capace di tenere insieme sensibilità e identità differenti, evitando che le divisioni interne rallentino il percorso verso le elezioni. «Un passaggio storico per il centrosinistra», è stato il commento emerso durante il confronto.
La mobilitazione di dicembre rappresenterà il primo appuntamento pubblico della nuova fase. Il campo largo punta a portare in piazza una piattaforma di opposizione alle politiche dell’esecutivo, denunciando carovita, crescita economica stagnante e aumento delle disuguaglianze. Una scelta che arriva in un momento di forte tensione sociale, con giovani e lavoratori protagonisti di manifestazioni e scioperi in diverse città italiane.
Ma proprio da quest’ultimo fronte arriva anche un avvertimento. Il segretario di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, ha invitato la coalizione a non considerare già acquisito il consenso di chi scende in piazza e protesta contro il governo: «Il campo largo non pensi di avere già in tasca i voti di chi sciopera e manifesta».
Primarie e federazione centrista: le prossime sfide
Definito il perimetro degli alleati, resta da capire come organizzare l’area centrista. L’ipotesi di una federazione tra le diverse sigle è ancora sul tavolo, anche se l’accordo raggiunto dai leader rende meno urgente una struttura comune. Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ed Ernesto Maria Ruffini stanno lavorando a un possibile incontro già nella prossima settimana.
Più freddo Alessandro Onorato, che non sembra convinto della necessità di unire le diverse formazioni in un unico soggetto. «Andare divisi potrebbe essere una soluzione per arricchire e portare più consenso al centrosinistra. Unirsi, fare un’ammucchiata, rischia di farci perdere le nostre specificità», ha osservato.
La partita, dunque, è appena cominciata. Il calendario è stato fissato, il perimetro della coalizione delineato e il confronto programmatico è pronto a partire. Ora il centrosinistra è chiamato alla prova più difficile: trasformare l’intesa tra i vertici in una proposta politica credibile, capace di tenere insieme le diverse anime dell’opposizione e di costruire un’alternativa competitiva al centrodestra in vista del 2027.


















































































