Campo largo, al via il confronto sul programma. Prc fuori dal tavolo, divisioni su patrimoniale e cannabis
Avs rilancia la tassa sui grandi patrimoni e la legalizzazione delle droghe leggere. Più Europa sostiene la proposta, mentre nel Pd Taruffi apre al confronto: «Le risorse vanno recuperate».
ROMA – Il confronto sul programma del campo largo si avvicina, ma prima ancora di sedersi al tavolo emergono le prime distanze tra le forze della coalizione. Rifondazione comunista resterà fuori dalla discussione, mentre sui contenuti si profilano già alcuni dei nodi più delicati: dalla patrimoniale sulle grandi ricchezze alla legalizzazione della cannabis.
I lavori dovrebbero partire nei prossimi giorni e coinvolgere Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le forze centriste: Italia Viva, Più Europa, Progetto civico e Più Uno. Ogni partito dovrebbe essere rappresentato da un paio di esponenti. Una prima delimitazione del perimetro politico è arrivata dal responsabile Organizzazione del Pd, Igor Taruffi, che ha chiarito come al momento si avvierà «una discussione progressista» senza Rifondazione comunista. Per eventuali accordi elettorali con il Prc, ha aggiunto, «vediamo».
Intanto, sul fronte dei contenuti, Avs ha messo sul tavolo una proposta destinata a riaccendere il confronto: un’imposta sui patrimoni superiori a 5,4 milioni di euro. A rilanciarla è stato il coportavoce Nicola Fratoianni, che ha anche riproposto il tema della legalizzazione delle droghe leggere, subito raccolto da Più Europa.
Sulla patrimoniale, le posizioni nel centrosinistra non sono mai state univoche. Nei mesi scorsi il presidente del M5S, Giuseppe Conte, aveva espresso contrarietà, mentre anche nel Pd la proposta non aveva trovato particolare entusiasmo. Ora, però, dai dem arriva un’apertura al confronto. «Sarà una discussione che dovremo fare», ha dichiarato Taruffi, sottolineando la necessità di affrontare «una questione sociale e salariale di straordinaria attualità». «Le risorse non si inventano, vanno in qualche modo recuperate. Ridistribuire opportunità e ricchezze è un elemento importante per garantire maggiore equità», ha aggiunto.
Più articolata la convergenza sulla legalizzazione della cannabis, che Avs e Più Europa indicano anche come possibile fonte di entrate per lo Stato e strumento di contrasto alla criminalità organizzata. Fratoianni ha provocatoriamente invitato il governo, alla ricerca di nuove risorse, a intervenire sulle ricchezze delle mafie: «Legalizzare le droghe leggere porterebbe miliardi di euro, come avviene in altri grandi Paesi».
Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, ha chiesto agli alleati di non rinviare la questione, proponendo di intervenire già con emendamenti alla manovra. «In nome della legalità e della lotta alle mafie», ha annunciato, il suo partito porterà al tavolo del centrosinistra la legalizzazione della cannabis come punto programmatico. Una misura che, secondo Magi, potrebbe generare per le casse pubbliche entrate comprese tra i 4 e i 7 miliardi di euro.
Il percorso verso una piattaforma comune, dunque, parte già con questioni divisive, anche se tra le forze parlamentari esiste una base di lavoro condivisa. L’ultimo terreno di convergenza è stato la risoluzione sul Documento programmatico di bilancio, articolata in 21 punti di politica economica e sociale, dal congedo paritario alla riduzione della spesa per la difesa.
Sul calendario, Taruffi assicura che il centrosinistra arriverà preparato all’appuntamento elettorale: «Avremo un programma sei mesi prima» del voto. Parallelamente è già iniziato il confronto sulle primarie con la vicepresidente del M5S Paola Taverna. Per il Pd, ha spiegato Taruffi, la consultazione è prevista a gennaio 2027. «Credo che sarà una festa popolare, penso che parteciperanno milioni di italiani». Resta da definire la formula: uno o due turni, a seconda del numero dei candidati.


















































































