Casoria celebra il 60° anniversario della scomparsa del Cardinale Alfonso Castaldo
Sabato 4 luglio 2026 una giornata di iniziative per ricordare l’Arcivescovo di Napoli e Vescovo di Pozzuoli.
In occasione del sessantesimo anniversario della scomparsa del Cardinale Alfonso Castaldo (1890-1966), la città di Casoria si appresta a ricordare la figura di un pastore che ha rappresentato un punto di riferimento istituzionale, sociale e religioso per l’intero Mezzogiorno, Preposito di Casoria, Vescovo di Pozzuoli e Arcivescovo di Napoli. Il programma di commemorazioni – con l’intervento del vescovo di Pozzuoli Carlo Villano – è promosso dalla Basilica Pontificia di San Mauro Abate, in collaborazione con il Comune di Casoria, il Comitato promotore e l’Archivio Storico Diocesano di Pozzuoli, e include anche una mostra documentaria aperta al pubblico durante tutto il pomeriggio.

Alfonso Castaldo nacque a Casoria nel 1890. Studiò a Cerreto Sannita, dove era stato allievo anche il concittadino Luigi Maglione, futuro Segretario di Stato vaticano. Ordinato sacerdote nel 1913, fu mobilitato l’anno successivo per la Grande guerra, prestando servizio come cappellano militare nel campo di prigionia della Certosa di Padula e successivamente all’ospedale militare di Napoli.
Al suo ritorno a Casoria nel 1918, a seguito della morte del parroco colpito dall’epidemia di febbre spagnola, Castaldo fu nominato a soli 28 anni “preposito” della Collegiata San Mauro, avviando il restauro della chiesa, che fu dichiarata monumento nazionale, e ottenendo la restituzione dei beni ecclesiastici precedentemente espropriati dallo Stato. In ambito assistenziale, fondò la “Pia casa di riposo San Mauro” per gli anziani e il “Madrinato San Placido” per i bambini.
Nel 1934 fu nominato Vescovo di Pozzuoli. Durante il suo mandato promosse il restauro della sede vescovile e del duomo, istituì nuove parrocchie, avviò la costruzione di un liceo e l’ammodernamento delle scuole dell’infanzia e primarie. Nel dopoguerra organizzò corsi per analfabeti e disoccupati e fondò la struttura del “Villaggio del fanciullo”.
Nel 1950 divenne arcivescovo titolare di Tessalonica e coadiutore dell’allora arcivescovo di Napoli Alessio Ascalesi, assumendo di fatto la guida dell’arcidiocesi a causa della malattia del cardinale. Dopo la morte di Ascalesi nel 1952, rimase come coadiutore accanto al nuovo arcivescovo Marcello Mimmi.
La nomina ufficiale ad Arcivescovo di Napoli arrivò nel 1958 e, alla fine dello stesso anno, fu creato cardinale da Papa Giovanni XXIII. Sul piano sociale e politico, Castaldo sostenne l’Azione Cattolica e la nascente Democrazia Cristiana e si propose come autorevole interlocutore del Governo centrale per i piani di intervento e sviluppo nel Mezzogiorno, appoggiando con convinzione la politica di industrializzazione. Nel 1960 organizzò inoltre le imponenti Celebrazioni Paoline, al termine delle quali lo stadio di Fuorigrotta fu dedicato a San Paolo.
Partecipò al Concilio Vaticano II e al conclave del 1963 che elesse Paolo VI. Nel 1964, a seguito di ricerche nell’ipogeo della cappella del Duomo di Napoli, rinvenne l’urna contenente le reliquie di San Gennaro. Morì nel 1966 all’età di 75 anni, indicando nel suo testamento spirituale come costanti figure di riferimento padre Ludovico da Casoria e il cardinale Luigi Maglione.



















































































