L’ho aiutato a pulire casa, a cancellare le tracce di tutto quel sangue”. La madre di Mark Antony Samson, il 23enne che ha ucciso a coltellate Ilaria Sula ha confessato, in un interrogatorio di oltre tre ore in Questura, di avere avuto un ruolo “attivo” nelle fasi successive al delitto. Per Nors Man Lapaz è stata quindi formalizzata la pesante accusa di concorso nell’occultamento del cadavere. Non si esclude che la stessa abbia aiutato il figlio anche a disfarsi del cadavere di Ilaria mettendolo in una valigia e scaraventandolo poi in un dirupo nei pressi del Comune di Poli, tra Tivoli e la capitale. Nell’ordinanza il gip afferma che Samson “ha agito con freddezza e insensibilità”: la giovane è stata aggredita “in modo brutale” da parte di una persona “di cui lei si fidava”. Ilaria Sula, 22enne originaria di Terni, studiava all’Università La Sapienza a Roma. Dopo la scomparsa, lo scorso 25 marzo, amici e colleghi universitari avevano diffuso appelli per il suo ritrovamento e la madre e il padre avevano presentato la denuncia di scomparsa al commissariato San Lorenzo. Fermato dagli investigatori, l’ex fidanzato Mark Samson ha confessato il femminicidio, avvenuto con tre coltellate al collo nell’abitazione in cui il ragazzo vive con i genitori nel quartiere Africano, indicando anche il luogo in cui si era liberato del cadavere. La posizione dei genitori del 23enne è stata fin da subito al vaglio degli investigatori. La madre infatti, e non anche il padre come era stato inizialmente riportato, si sarebbe trovata in casa al momento dell’uccisione di Ilaria Sula. Il sospetto degli inquirenti era dunque che qualcuno potesse aver aiutato Samson a far sparire il cadavere della studentessa. Oltre ai dati fattuali, le celle del telefono della donna la collocano nella zona dell’abitazione, anche la logica ha portato gli investigatori a ritenere che Samson non avesse fatto tutto da solo come invece rivendicato dal ragazzo nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto durante quasi cinque ore nel carcere di Regina Coeli dove si trova tuttora detenuto. E nello stesso in giorno in cui si celebrano i funerali di Sara Campanella, altra vittima di femminicidio a opera del collega universitario Stefano Argentino, la salma di Ilaria Sula è arrivata da Roma. Il feretro è stato temporaneamente trasportato all’interno dell’abitazione della sua famiglia. Centinaia di persone hanno seguito la bara e l’hanno poi accompagnata fino al cimitero cittadino dove sono stati lanciati dei palloncini in memoria della ragazza. Ma per tutto il corteo si potevano leggere numerosi striscioni, manifesti e pensieri in ricordo della studentessa ventiduenne. Erano presenti le istituzioni locali, rappresentanti della Provincia e del Comune di Terni, oltre alla rettrice dell’Università La Sapienza di Roma,Antonella Polimeni.
Maria De Rosa
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