Frattamaggiore, quasi 100 giorni di amministrazione Del Prete: rivoluzione nella macchina comunale, ma restano i nodi da sciogliere
A quasi cento giorni dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Del Prete, Frattamaggiore si prepara ad affrontare una nuova fase politica e amministrativa. Conclusi i festeggiamenti patronali, caratterizzati anche dal gemellaggio con Bacoli, sancito attraverso una seduta consiliare monotematica dedicata al legame nel nome di San Sossio, l’attenzione torna inevitabilmente sulla macchina amministrativa e sulle scelte messe in campo dalla nuova maggioranza.
E proprio sul fronte della struttura comunale non sono mancati, in queste settimane, cambiamenti e colpi di scena.
Uno dei primi riguarda il dottor Salvatore Farella, dirigente al personale e vicesegretario comunale, recentemente collocato in quiescenza. L’amministrazione avrebbe potuto valutare la possibilità di una prosecuzione dell’incarico nei limiti consentiti dalla normativa, ma la scelta è stata quella di non procedere in questa direzione, determinando così l’uscita di scena di una figura che per anni ha ricoperto un ruolo significativo all’interno della struttura comunale.
Analogo discorso, seppur con modalità differenti, riguarda il comando della Polizia municipale. Il comandante Romano ha lasciato l’incarico e l’amministrazione ha optato per una soluzione interna, individuando nel suo vice, Giuliano Capasso, il nuovo riferimento del Corpo.
Sul punto, negli ambienti cittadini sono circolate diverse ricostruzioni relative alle ragioni dell’avvicendamento, anche in relazione ad alcuni recenti controlli effettuati dalla Polizia municipale. Si tratta, tuttavia, di indiscrezioni prive al momento di riscontri ufficiali e che, pertanto, non possono essere assunte come motivazione dell’avvicendamento.
Più annunciato era invece il cambio al vertice della segreteria generale. Il segretario generale Pietro Dragone, già dal 28 agosto, sarebbe stato invitato a individuare una nuova sede, poi individuata nel Comune di Marcianise, dove l’incarico prende avvio proprio in questi giorni.
Per Frattamaggiore sembrava essere già stata individuata la soluzione. Il sindaco Del Prete aveva puntato sul dottor Luigi Vosa, che avrebbe dovuto fare il suo esordio in occasione del Consiglio comunale del 24 settembre.
Ma anche in questo caso è arrivato il colpo di scena.
Sul filo di lana, infatti, Vosa avrebbe scelto di accettare un incarico a Portici, facendo saltare, almeno per il momento, la soluzione individuata dall’amministrazione frattese. Le motivazioni della scelta non sono state rese note.
Una situazione che ha costretto Palazzo di Città a correre ai ripari. In attesa di individuare un nuovo segretario comunale, è stato individuato il dirigente a tempo determinato Domenico De Biase quale vicesegretario comunale, con incarico fino al 31 ottobre 2026.
Un incarico evidentemente pensato come soluzione transitoria, in attesa di definire il nuovo assetto della segreteria generale.
Resta, inoltre, un ulteriore elemento da tenere sotto osservazione: sia De Biase sia il dirigente Cozzolino hanno incarichi destinati, allo stato, a cessare il 31 dicembre 2026, salvo eventuali proroghe, rinnovi o nuove determinazioni dell’amministrazione.
Il quadro che emerge, dunque, è quello di una macchina amministrativa interessata da una significativa fase di riorganizzazione. L’amministrazione Del Prete sembra aver scelto di imprimere una forte discontinuità ad alcuni dei principali ruoli della struttura comunale, ma proprio la contemporaneità di diversi avvicendamenti rischia di creare una fase delicata nella gestione ordinaria dell’ente.
Cambiare i vertici e riorganizzare gli uffici significa, inevitabilmente, affrontare procedure, tempi burocratici e passaggi amministrativi che possono incidere sulla piena operatività della macchina comunale.
E così, a quasi cento giorni dall’insediamento, il primo bilancio dell’amministrazione Del Prete presenta già una caratteristica ben precisa: la volontà di cambiare c’è, ma la squadra amministrativa appare ancora in fase di costruzione.
Una sorta di partenza lanciata, dunque, con l’ambizione di rivoluzionare la macchina comunale, ma con alcuni tasselli ancora da sistemare.
La vera sfida, adesso, sarà capire se questa fase di riorganizzazione riuscirà a tradursi rapidamente in piena operatività oppure se gli avvicendamenti ai vertici degli uffici finiranno per determinare una fase di assestamento più lunga del previsto.
Perché una cosa è certa: la rivoluzione amministrativa ha bisogno anche degli uomini e delle strutture capaci di portarla avanti
















































































