Oggi Lunedì 31 marzo Chiara Poggi avrebbe compiuto 44 anni, ma le ultime candeline spente dalla giovane sono state 26. Sarà una giornata di vuoto incolmabile ed indicibile tristezza per la famiglia che continua a vivere nella stessa villetta di via Pascoli a Garlasco dove, la mattina del 13 agosto 2007, è stata uccisa. Hanno deciso di restare a vivere nella villetta, teatro dell’ efferato omicidio e hanno lasciato la sua camera da letto ferma a quel giorno. «Perché qui c’è Chiara e non potevamo abbandonarla. Non abbiamo mai pensato nemmeno un minuto di cambiare casa”. Per l’omicidio è stato condannato l’allora fidanzato Alberto Stasi che sta scontando la pena in carcere.
In queste settimane però si è tornati a parlare del delitto: la Procura di Pavia indaga – come già fatto otto anni fa – su Andrea Sempio, amico di Marco fratello della vittima. Il caso continua a produrre inquietudine, sospetti e nuovi interrogativi, molti dei quali tutt’altro che secondari. Mentre la posizione di Andrea Sempio, già archiviata sette anni fa, torna sotto la lente degli investigatori, emerge un’altra pista che sta prendendo forma dietro le quinte delle indagini principali: quella di una scia drammatica e sinistra di otto suicidi avvenuti in paese, a partire proprio dal 2007, anno dell’omicidio. Tra questi casi, secondo quanto riportato dal settimanale “Gente” alcuni coinvolgono direttamente il giro di conoscenze di Andrea Sempio. Uno di questi ragazzi, morto impiccato nel 2016, aveva condiviso pochi giorni prima un post inquietante tratto dalla canzone “La Verità” dei Club Dogo, pubblicata proprio nel 2007. Il testo recitava così: “La verità sta nelle cose che nessuno sa, la verità nessuno mai te la racconterà”. Una coincidenza forse casuale, certamente perturbante, che ora cattura l’attenzione degli investigatori. Ma c’è di più. Tra gli otto suicidi figura anche quello di Giovanni Ferri, pensionato di 88 anni, trovato cadavere il 23 novembre 2010 in via Mulino, morto dissanguato dopo essersi apparentemente tagliato polsi e gola in uno spazio strettissimo, appena 50 centimetri. Gli stessi carabinieri che si occuparono dell’omicidio Poggi archiviarono rapidamente il caso come suicidio, ma tra le voci in paese circolava con insistenza una teoria ben diversa: Ferri avrebbe visto o sentito qualcosa di cruciale la mattina in cui Chiara fu uccisa. Ad alimentare ulteriormente questa ipotesi è la testimonianza, ancora top secret, raccolta recentemente dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. Un super testimone avrebbe infatti riferito di aver assistito a un fatto decisivo proprio la mattina del delitto, ma sarebbe stato successivamente messo a tacere quando cercò di raccontare ciò che aveva visto. Andrea Sempio, dal canto suo, si dice tranquillo e non teme nuovi controlli da parte della Procura. «Non c’è alcun contatto tra me e Chiara, di nessun tipo», ha dichiarato Sempio che si dice inoltre sereno sull’eventuale ritrovamento di tracce del suo DNA nella casa della vittima, precisando che frequentava regolarmente l’abitazione dei Poggi e che tali tracce, se trovate, sarebbero comunque da ricondurre a oggetti comuni messi a disposizione degli ospiti. Le indagini dunque proseguono, e l’attenzione degli investigatori si divide ora tra la pista principale, con la revisione della posizione di Sempio, e questo inquietante filone secondario, che interessa anche le cugine di Chiara con cui la giovane era molto legata. E che verranno in questi giorni risentite dalla procura per fare luce su un mosaico fatto di morti misteriose e coincidenze che rendono il caso ancora più oscuro e difficile da decifrare.
Maria De Rosa
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