Architetto, ma anche sceneggiatore, scrittore e attore di teatro. Come nasce questa passione?
In realtà non me lo so spiegare, ricordo che questa passione per il teatro è nata nel mio periodo adolescenziale, quando da attivista dell’Azione Cattolica del mio paese, decidemmo di mettere su uno spettacolo a scopo benefico per sostenere le spese che affrontava la mia comunità quando metteva in essere iniziative associative e popolari, come ad esempio i campi scuola o l’organizzazione delle feste padronali.
Poi ho approfondito gli studi in maniera autonoma esoprattutto ho iniziato a frequentare molti ambienti teatrali, soprattutto la realtà che porto nel cuore che mi ha dato tanto come autore, la scuola di Teatro del Maestro e amico Crescenzo Autieri, non mi sono mai perso un suo inedito.Si sono fiero di dichiarare che Crescenzo mi ha influenzato molto, anche se a lui non l’ho mai detto.
Con la mia compagnia “Pulcinella e i Suioi” in collaborazione con l’associazione Club Belvedere 2.0 e Il Centro Studi Danza di Anna De Simone, nei giorni sabato 20 e domenica 21 presso il teatro Lendi di Sant’Arpino andrà in scena il mio inedito “N’Paravise pe disgrazia”.
Una parodia musicale ispirata alla Divina Commedia, potrei definirlo una “Divina Commedia 2.0 ambientata nei giorni nostri.
Quali potrebbero essere i dissidi interiori che albergano nelle nostre anime?
Beh, lo scopriremo a teatro.
Proprio una vita no, sono ancora giovane (ho 35 anni). Forse esiste una novità, con la mia compagnia storia la compagnia “Pulcinella e i Suoi” abbiamo deciso di portare in scena diverse mie opere inedite, il tutto sarà autofinanziato dal sottoscritto e dagli amici sponsor che ci seguono da anni l’idea è quella di gettare le basi per aprire una struttura sul territorio, uno spazio teatrale e culturale al fine di poter realizzare corsi di teatro e laboratori.
L’idea è dare voce a tutti indistintamente partendo dai bambini, ragazzi, giovani, adulti e adultissimi.
Faccio sempre questo esempio: –
“Se mio figlio seguirà una scuola calcio locale avrò la presunzione di pensare che possa diventare un fenomeno come Maradona?
Se mia figlia vorrà fare frequentare una scuola di danza avrò l’ardire di pensare che ballerà al teatro dell’opera?
No, io voglio che i miei figli siano felici e se il calcio e la danza o qualsiasi forma d’arte potranno aiutarli…bene.
Poi se mio figlio diventerà Maradona meglio ancora.
Stessa cosa per il teatro, non è presunzione ma cultura, mentalità.
Sarò ripetitivo, i giovani attraverso il teatro possono avere nuove esperienze educative, opportunità/occasioni di crescita e potranno affrontare un percorso di scoperta.
Ci sono ragazzi che sfortunatamente o fortunatamente (dipende dai punti di vista) non hanno la mia stessa faccia tosta, e con il teatro possono semplicemente esprimersi
4) Il suo impegno verso la collettività l’ha vista per qualche anno parte attiva nelle scelte politiche del suo paese, dopo la breve parentesi da consigliere comunale crede che in futuro potrà di nuovo occuparsi della Politica?
Non lo so, posso dire che ero troppo giovane e di errori dettati dall’impeto e l’impulsività ci sono stati.
D’altronde le pressioni e le aspettative erano tante in quanto presidente della commissione urbanistica e primo consigliere eletto in Italia nelle liste dei Giovani Democratici, (una lista nata di sana pianta grazie al contributo del segretario Pierpaolo Garofalo e gli amici Marano Giosuè, Giordano Gaetano, Biagio Giordano, Bencivenga Salvatore e tanti altri).
Ciò nonostante, continuammo l’operato dell’amica Mariagrazia Romano per quanto concerne il regolamento del Forum dei Giovani, che attualmente l’amministrazione Cirillo ha terminato e portammo avanti istanze come il fondo dedicato alle politiche giovanili, in quanto la voce in bilancio sistematicamente era pari a 0.
Ad oggi voglio occuparmi di teatro, di scrittura e del laboratorio, poi se ci saranno progetti interessanti e stimolanti sicuramente saranno presi in considerazione.
Un conto è amministrare a 24 anni e un conto a 35. Un conto è ragionare da giovane indipendente e un conto da padre di famiglia. La razionalità e la ragione sono ingredienti fondamentali al fine di amministrare.Sembra banale ma è così.
Con queste affermazioni non voglio demotivare i giovani con queste velleità, sicuramente saranno essere all’altezza più di quanto lo sia stato io.

Tenermi stretto il mio lavoro, in quanto la sicurezza in cantiere è diventata fondamentale negli ultimi tempi, anche in virtù di troppe morti bianche sul lavoro.
Nasco come progettista e morirò tale, quindi non ho abbandonato nemmeno la libera professione.
Per il momento va più che bene, forse un giorno potrei cimentarmi nel mondo dell’insegnamento.
Ma ora è ancora presto, il mondo delle grandi opere mi affascina troppo e me lo tengo stretto.



















































































