Docenti di sostegno – Pronta la rivolta
Petizione on line e sciopero. Inizia così la rivolta dei supplenti specializzati sul sostegno a seguito della mancata applicazione del Decreto Sostegni bis. Per tre anni, dall’anno scolastico 2021-2022, con questa procedura straordinaria, una volta terminate le liste disponibili dalle graduatorie ordinarie, si procedeva a chiamare i precari presenti nelle Gps e gli si proponeva un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo. In questo modo sono stati stabilizzati migliaia di precari e soprattutto si è cercato di sopperire alle carenze di personale specializzato sul sostegno ovvero una delle classi di concorso più richieste.
Con il prossimo anno scolastico, tale procedura straordinaria non si applicherà più in quanto non prevista dal Milleproroghe 2024 che ha come obiettivo quello di convocare solo dalle graduatorie ordinarie, non più dalle graduatorie provinciali riservate ai supplenti. Così le liste delle Gps torneranno ad essere dedicate solo alle supplenze e non alle immissioni in ruolo in via straordinaria.
In questo modo i docenti delle Gps, in attesa di assunzione, già formati e selezionati per avere la specializzazione sul sostegno, se vorranno essere assunti dovranno partecipare ai concorsi. Ciò ha creato malcontento tra i precari che hanno lanciato una petizione online per chiedere di rivedere la norma soprattutto perché con il concorso dovrebbero cimentarsi con quesiti di ambito pedagogico, psicopedagogico e didattico-metodologico, tutti argomenti si cui sono stati già esaminati. Oltre alla petizione è prevista anche la possibilità di organizzare uno sciopero. Sul caso è intervenuto anche il sindacato Usb: «La mancata trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto, cosa che garantirebbe l’assunzione di centinaia di precari nelle regioni del sud, unita al mancato rinnovo dell’ex art. 59, avrà come unico effetto la condanna alla precarietà di migliaia di docenti di sostegno e in molti casi una disoccupazione eterna vista la saturazione delle graduatorie per il massiccio numero di specializzati con il Tfa».
Maria Alessandra Celardo



















































































