Dopo la terribile sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti dello scorso anno, con la quale si è posto fine alla tutela del diritto all’aborto nei vari stati degli USA, giunge finalmente un po’ di “luce infondo al tunnel”.
Il 4 Marzo 2024, con 780 voti favorevoli e 72 contrari, il parlamento francese ha approvato una riforma costituzionale che prevede l’aggiunta, all’articolo 34 della costituzione, del diritto all’aborto. Tale riforma, fortemente voluta dal governo del presidente francese Macron, fa sì che la Francia divenga ufficialmente il primo stato europeo a rendere questo diritto garantito dalla costituzione. Il voto parlamentare termina quindiuna lunga battaglia politica avviata dalla sinistra, sostenuta dalle associazioni femministe, dal governo e che ha visto svolgere diverse iniziative parlamentari.
Numerosi quindi i festeggiamenti per questo importante passo, a partire dalla proiezione sulla torre Eiffel della frase “Mio il corpo, mia la scelta”, al messaggio delpresidente Macron, che si è espresso sui social parlando di “Fierezza francese, messaggio universale” e invitando i cittadini a riunirsi dinanzi al ministero della Giustizia,il giorno 8 marzo (festa internazionale dei diritti della donna), per celebrare “l’ingresso di una nuova libertà garantita nella costituzione con la prima cerimonia di sigillatura aperta al pubblico”,
Oltre al presidente molti sono coloro che hanno comunicato il loro favore rispetto alla riforma: Secondo Mathilde Panot, capogruppo di La France Insoumise (Lfi), questa è una “promessa per le donne che lottano ovunque nel mondo”; mentre la senatrice socialista Laurence Rossignol afferma: “Continueremo per quelle che resistono a Trump, Bolsonaro, Orban, Milei, Putin, Giorgia Meloni, senza dimenticare i mullah e i dittatori teocratici”.

In effetti, in un momento in cui questo diritto tanto importante è messo sempre più in discussione a livello internazionale, anche a causa di una svolta conservatrice che sta dilagando in tutta Europa, si può parlare di una vera e propria vittoria non solo per le donne francesi, ma per tutte le donne; la Francia può realmente diventare un vero e proprio “faro di speranza”, una fonte di ispirazione per tutti i paesi del mondo e rendere sempre meno precario ciò che è in realtà indispensabile nella vita di ogni donna: la possibilità di scegliere.
Del Prete Caterina Maria , (5G , Liceo Miranda )



















































































