Stanno crescendo sempre di più sui social, influencer che parlano di religione e spiritualità. Oggi noi abbiamo il piacere di intervistare proprio uno di loro, Mattia Rizzo, che salutiamo e a cui diamo il benvenuto.
Ciao, Mattia. Prima di addentrarci nel perché hai deciso di parlare della tua fede sui social, vorrei chiederti qual è l’esperienza che ti ha portato verso la ricerca di Dio.
Ho conosciuto veramente Gesù, oltre il tradizionale “sentito dire” di Lui che c’era intorno a me, quando avevo 14. In quel momento della mia vita stavo affrontando la depressione e alcune problematiche personali. Ho scoperto Gesù come quella persona che mi amava nonostante tutti i miei difetti e che nello stesso tempo mi amava troppo per lasciarmi com’ero, trasformando la mia vita e rendendola degna di essere vissuta. Attraverso Gesù e la Bibbia ho imparato ad amare me stesso e gli altri, al di là di quello che stavo vivendo o di come stavano andando le cose nella mia vita.
Cosa significa per te avere fede?
Per me avere fede significa avere sempre qualcosa di vero a cui aggrapparmi. Penso che in questo momento ci sia molto relativismo, che spesso ricade nel nichilismo. La fede invece è in grado di dare basi solide e certezze lì dove manca tutto questo.
La fede non riguarda solo la religione o il credere in un dio, riguarda la vita umana e le attività che compiamo ogni giorno. La maggior parte di noi ogni notte va a dormire pensando che domani si sveglierà, questa è fede. Penso che tutti noi, o quasi, compiamo azioni aspettandoci reazioni e conseguenze. La fede non ha a che fare solo con quello che non possiamo vedere, ma a che fare proprio con il nostro modo di vivere.
Ovviamente, credere in Dio è ancora in un altro livello di “fede”, perché riguarda quello che non vediamo ma che crediamo comunque essere altrettanto vero come ciò che percepiamo con i nostri sensi.
Perché hai deciso di condividere la tua fede sui social?
Ho deciso di condividere la mia fede attraverso i social perché credo che molte persone, credenti e non, vogliono comprendere meglio ciò che la Bibbia dice, insegna o chi era veramente Gesù. Gesù ha completamente stravolto la mia esistenza e per questo penso sia giusto e anche un po’ “normale”, nell’epoca in cui tutti condividono la propria vita mostrare quello che dà un senso alla mia.
Si stanno – come detto in precedenza – sempre di più diffondendo gli influencer religiosi, di diverse confessioni. Tra questi c’è qualcuno a cui ti ispiri o che senti affine a te?
Non conosco troppi influencer religiosi, ma sicuramente penso che sia importante oggi condividere anche un po’ di fede. Sicuramente un profilo a cui mi ispiro, soprattutto nella mia vita personale, è quello di Giuseppe Punto. Non siamo eccessivamente simili nei temi trattati o nelle modalità, ma sicuramente è uno dei miei maggiori punti di riferimento nella vita di tutti i giorni.
Secondo te, se Gesù nascesse oggi, utilizzerebbe i social per diffondere il Verbo?
È molto probabile. Ovviamente, non penso per fare l’influencer, ma sicuramente per “influenzare”. Basta pensare Gesù è stato un comunicatore incredibile, le stesse parabole erano uno strumento per insegnare molto usato e famoso nella sua nazione in quel periodo storico. Ha avuto haters ante-litteram e ha trascinato e influenzato moltitudini dando il messaggio di un paradiso raggiungibile attraverso la fede. Credo sinceramente che, se Gesù fosse nato oggi, avrebbe usato tranquillamente le piattaforme social per far conoscere il suo messaggio, o almeno lo avrebbero fatto i suoi primi discepoli.
Perché, secondo te, i giovani si allontanano sempre di più dalla Chiesa?
Sicuramente l’idea di una religione con, spesso, fin troppi paletti imposti da dogmi o precetti che non appartenevano ai principi insegnati da Gesù a contribuito a far allontanare molte persone dalla chiesa, facendo perdere fiducia nell’istituzione, e dalla fede, facendo dubitare di ciò in cui si crede. Credo anche che la Generazione Z stia cercando verità, coerenza e integrità, e da quello che sto vedendo ci sono anche tanti ragazzi che si stanno avvicinando alla fede proprio attraverso questi elementi.
Qual è la più grande soddisfazione che hai ricevuto da quando divulghi la Parola di Dio?
Ad essere sincero, la più grande soddisfazione di parlare di Gesù attraverso i social e quella di poter essere d’aiuto per le persone. Diverse persone che non credono mi scrivono perché trovano delle risposte o dei chiarimenti su questioni che per loro sono sempre stati irrisolte, mentre alcuni cristiani mi chiedono consigli e incoraggiamento per quanto riguarda la loro vita e fede personale. Ovviamente, la cerchia di persone che sto realmente influenzando non è così “vasto”, ma è sicuramente un onore per me poter dire o insegnare certe cose nel mio piccolo.
Cosa significa per te essere cristiano?
Per me essere cristiano significa amare Dio e gli altri in modo coraggioso. Non è facile spesso fare la cosa giusta, e amare richiede più coraggio di quello che si possa pensare. Essere cristiano significa lottare contro sé stessi la maggior parte del tempo, infatti credo che il nemico peggiore dell’amore che noi possiamo avere per gli altri è spesso l’Ego. Essere egoisti, cercare il proprio interesse, mettere sé stessi davanti agli altri, oggi è veramente facile. Ma quello che Gesù ha insegnato è essere disposti a rinunciare a sestessi per per amare gli altri. Per me essere cristiano, e di conseguenza amare, significa dare valore alla vita degli altri perché abbiamo imparato prima ad amare noi stessi.
Qual è il verso della Bibbia che accompagna la tua vita?
Mi ripeto spesso uno dei primi versi della che ho letto nella Bibbia. L’ho praticamente stampato nella mia testa e me lo ripeto spesso.
È in Filippesi 4:11, Paolo sta scrivendo tante difficoltà e problematiche che ha vissuto. Infatti dice che ha affrontato fame e sazietà, povertà e ricchezza, ma nonostante questo afferma: “Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo.” Come ho detto prima, all’inizio della mia fede ho lottato con il tema della depressione, e questo verso mi ha insegnato che è possibile trovare la propria gioia, la propria “contentezza”, aldilà della situazione che stiamo affrontando e vivendo. Per questo è un verso che amo ripetermi in qualunque stagione sto affrontando.
Che messaggio senti di lasciare ai nostri lettori?
Il messaggio che mi sento di lasciare esclusivamente: ama in maniera coraggiosa e vivi una vita degna di essere vissuta, perché darci agli altri è il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi.
Giuseppe Gervasio



















































































