Fumare in spiaggia si può?
Fumatori e non fumatori che si preparano per le vacanze se lo chiedono, seppur per ragioni diverse: si può fumare in spiaggia?Ovviamente alla spiaggia sono equiparate piscine, giardini ed altri spazi aperti di strutture ricettive private. Ai primi è utile per capire se possono portare con sé tabacco, sigarette elettroniche o riscaldatori di tabacco, senza correre il rischio di disturbare gli altri bagnanti, né, peggio ancora, incorrere in pesanti sanzioni. Ai secondi, per riconoscere gli illeciti e far valere i propri diritti. Ebbene, quello dei divieti di fumo sulle spiagge è un argomento che può creare una certa confusione. Ci sono, infatti, situazioni in cui è consentito fumare o svapare sul bagnasciuga – sempre nei limiti del buonsenso – e altre in cui, al contrario, si può rischiare di pagare da 25 fino a ben 500 euro di multa.
Ma come funziona? In primis una legge a livello nazionale che vieti di fumare in spiaggia non esiste. Anzi, più in generale, la legge sul fumo in vigore attualmente pone limiti sul fumo all’aperto solo nelle aree di pertinenza degli istituti scolastici, degli ospedali, degli istituti di ricovero e delle case di cura. Questo, però, non significa che le cose non possano cambiare, ed è auspicabile farlo al più presto, diremmo noi. Già negli scorsi mesi si parlava di nuovi limiti da applicare in luoghi aperti come parchi, dehors di bar e ristoranti o fermate degli autobus. Almeno quando nelle vicinanze sono presenti donne in gravidanza o bambini. In ogni caso, allo stato attuale, non c’è ancora una legge nazionale che impone severi limiti ai fumatori che desiderano fumare in spiaggia. Attenzione, però, perché ci sono comunque casi in cui si rischiano multe. In particolare, quando parliamo di spiagge, ci sono situazioni che richiedono di rinunciare al fumo, per esempio:
· quando la Regione o il Comune in cui ci si trova ha emanato specifiche ordinanze per vietare il fumo sulle spiagge;
· quando i gestori dello stabilimento balneare hanno applicato questo divieto. Da una parte, dunque, ci sono gli enti locali che possono scegliere se applicare o meno specifici divieti per il fumo sulla spiaggia e, dall’altro, gli stessi stabilimenti balneari, ai quali viene lasciata la possibilità di decidere per la propria linea di condotta. In entrambi i casi, l’obiettivo è rendere lo stabilimento balneare più accogliente per gli altri bagnanti, ma anche preservare l’ambiente.

Oltre al fatto che il fumo può dare fastidio ai non fumatori e ormai tantissimi studi abbiano dimostrato gli effetti del fumo passivo sulla salute, un’altra problematica è rappresentata dalla produzione di mozziconi. Basti pensare che questi ultimi possono impiegare anche più di 10 anni a degradarsi nell’ambiente. Per i gestori degli stabilimenti balneari, dunque, imporre il divieto può essere un modo per gestire al meglio il lido. Il divieto di fumo consente di avere spiagge più pulite ed evita eventuali scontri o litigi tra i bagnanti.
In alcuni stabilimenti, inoltre, vengono adibiti degli spazi appositi per i fumatori. Aldilà delle regole che andranno verificate per evitare multe salate ciò che è importante è il rispetto reciproco e l’educazione per non trasformare un periodo di rigenerazione in un motivo di continua insofferenza.
Maria De Rosa



















































































