Frattamaggiore, Consiglio Comunale nel caos: Di Marzo convoca la seduta e poi la diserta. Gravissime ricadute politiche e amministrative
La seduta del Consiglio Comunale di Frattamaggiore convocata per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio si è trasformata in uno spettacolo istituzionale sconcertante.
Nonostante la regolare convocazione, all’appello hanno risposto soltanto undici consiglieri, numero insufficiente per procedere. Ma il dato più grave non è questo.
Il presidente del Consiglio Aniello Di Marzo, colui che aveva firmato la convocazione e che avrebbe dovuto garantire il funzionamento dell’assemblea, era presente nel palazzo comunale ma ha scelto di non entrare in aula, disertando la seduta in prima persona.
Un comportamento che ha lasciato esterrefatti persino alcuni membri della maggioranza: Di Marzo, considerato tra gli esponenti più “premiati” dall’amministrazione del sindaco Marcoantonio Del Prete, ha di fatto abdicato al proprio ruolo istituzionale nel momento in cui era chiamato ad assumersi precise responsabilità.
La sua assenza — tanto inspiegabile quanto pesante — non è un semplice gesto politico: è un atto che comporta gravi responsabilità amministrative, perché impedire l’approvazione di atti obbligatori come il riconoscimento dei debiti fuori bilancio espone l’ente a rischi concreti sul piano contabile.
La Corte dei Conti potrebbe intervenire, e gli amministratori assenti — con Di Marzo in testa — potrebbero essere chiamati a rispondere delle conseguenze del loro comportamento.
In un momento in cui era necessario garantire rigore, presenza e senso delle istituzioni, il presidente del Consiglio ha preferito sottrarsi ai propri doveri, lasciando l’aula vuota e l’ente in una situazione di potenziale criticità finanziaria.
La città ora attende spiegazioni chiare.
Ma una cosa è già evidente: la scelta di Di Marzo ha aperto una frattura profonda, mettendo in discussione la credibilità del Consiglio Comunale.



















































































