“Casabella” e il programma delle troppe promesse: il PRI chiede realismo e priorità
Le proposte contenute nella piattaforma politica di Luigi Del Prete rappresentano, secondo Carmine Pezzullo, leader dei Repubblicani e Consigliere Nazionale PRI, un documento ampio e articolato che, pur affrontando numerosi ambiti della vita amministrativa cittadina, rischia di trasformarsi in un impianto programmatico eccessivamente esteso e poco orientato alla definizione di priorità operative.
Il cosiddetto “modello Casabella”, così come viene definito nel dibattito politico locale, si sviluppa in oltre venti pagine che toccano temi quali trasparenza amministrativa, partecipazione civica, legalità, sostenibilità ambientale, mobilità sostenibile, politiche sociali, gestione dei rifiuti, rigenerazione urbana, valorizzazione del commercio di prossimità e tutela del territorio e degli animali. Un insieme di proposte che delinea una visione ampia della città, ma che, secondo Pezzullo, presenta il limite di non individuare con sufficiente chiarezza le priorità di intervento.
Quando infatti tutti gli obiettivi vengono posti sullo stesso piano, osserva il leader dei Repubblicani, diventa complesso costruire una reale sequenza di azioni amministrative, con il rischio di rendere meno immediata la capacità di governo e di attuazione delle politiche pubbliche.
Un ulteriore elemento critico riguarda la concreta fattibilità di alcune misure. Diverse iniziative dipendono infatti da enti sovraordinati, come la Regione Campania e altri organismi istituzionali, con i quali è necessario instaurare rapporti stabili e strutturati per poter incidere in maniera efficace sui processi decisionali.
Particolare attenzione viene posta anche al tema dello sviluppo economico e commerciale. Il programma affronta aspetti quali il rilancio del centro storico, il sostegno al commercio di prossimità, i tavoli permanenti con le categorie produttive, l’economia circolare e gli incubatori d’impresa. Strumenti che, secondo Pezzullo, richiedono una forte regia amministrativa e una strategia complessiva chiara, per evitare il rischio di frammentazione degli interventi e di scarsa efficacia operativa.
Il nodo centrale delle osservazioni riguarda quindi l’assenza di una definizione netta delle priorità politiche. Un programma di governo, sottolinea il PRI, dovrebbe individuare con precisione un modello di sviluppo e una gerarchia di interventi, così da garantire concretezza e misurabilità dei risultati.
In questo quadro, la sfida per Frattamaggiore resta quella di coniugare visione strategica e capacità realizzativa, evitando che l’ampiezza delle proposte si traduca in difficoltà nella loro concreta attuazione.
Una scelta politica già definita nel campo progressista
Le considerazioni del Partito Repubblicano Italiano si inseriscono comunque in un contesto politico chiaro. Il PRI ha infatti aderito al progetto di Avanti Frattamaggiore, insieme al Partito Socialista Italiano, a sostegno della candidatura a sindaco di Pasquale Del Prete.
Una scelta che si colloca all’interno di un’area progressista che intende contribuire al dibattito programmatico e alla costruzione di una proposta di governo per la città, mantenendo però un approccio fondato su realismo amministrativo, priorità definite e fattibilità degli interventi.



















































































