Frattamaggiore-il consigliere Vitale dichiara la sua indipendenza rispetto agli altri gruppi
Frattamaggiore– La notizia di una dichiarazione di indipendenza da parte del consigliere comunale Luigi Vitale, eletto con la Lista Frattamaggiore Futura -Russo Sindaco, preannunciata dal quotidiano “Cronache di Napoli” diventa ufficiale.
Con una nota protocollata nella giornata di ieri e trasmessa al Presidente del Consiglio, al Sindaco ed ai capigruppo, il consigliere Vitale ha chiarito di voler uscire dagli schemi di gruppo che potrebbero vederlo coinvolto in battaglie (politiche s’intende) in cui non si riconoscerebbe.
Mi è chiaro il mandato conferitomi dai cittadini per mezzo delle urne -dichiara Vitale nella nota- ma oltre al controllo dell’azione amministrativa ho il compito di pormi come strumento attraverso cui poter perseguire obiettivi di crescita per la collettività.
Il dato politico che emerge è però un altro. Francesco Russo, senza tricolore sulla spalla destra, non è capace di tenere insieme la sua squadra. A Frattamaggiore, la stagione della opposizione coesa, a struttura quasi teocratica, si è conclusa con l’uscita di scena di Luigi Grimaldi che nella sua esperienza di leader della opposizione, è sempre stato attento a condurre le disquisizioni sul terreno della politica del confronto.
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Gli osservatori più attenti della politica frattese sono convinti che quanto accaduto nelle ultime ore sia soltanto l’inizio e che Francesco Russo –impegnato nella sua guerra personale contro Marco Antonio Del Prete, finirà per rimanere solo non appena le necessità politiche dei consiglieri del suo gruppo prevarranno sui legami personali e quindi, li condurranno ad un’azione di confronto sui temi con la attuale maggioranza.
Dopo Aveta dunque, anche Vitale lascia la squadra e con molta probabilità questo copione si riproporrà in futuro.
In questo quadro, assume tutt’altro peso la fantomatica mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio, dott. Aniello Di Marzo annunciata più e più volte come sostenuta dall’intera opposizione(composta da 9 consiglieri).
Notizia più volte riproposta che però non trova alcun fondamento nella realtà. Fonti interne al Comune fanno sapere infatti che non è stato protocollato nessun documento di sfiducia al Presidente del Consiglio da parte dell’opposizione.
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Secondo alcune voci di corridoio, alla decantata mozione, mancherebbe ancora qualche firma e che oltre al Consigliere Vitale qualcun altro starebbe pensando di abbandonare Russo. Se questo fosse vero, il nostalgico del tricolore non avrebbe neanche più la forza di poter chiedere la convocazione di un Consiglio Comunale(per la quale c’è bisogno della firma di 1/5 del Consiglio comunale)
Su questo fronte però, al di là dell’aspetto squisitamente politico c’è un aspetto fondamentale che vanifica gli sforzi dell’opposizione a Del Prete di natura giurisprudenziale.
Il TUEL non prevede espressamente la possibilità di revoca del Presidente del Consiglio e, senza una specifica previsione statutaria, la richiesta parrebbe addirittura illegittimità.
Entrando nel merito della famosa e (parrebbe) inesistente mozione inoltre, i consiglieri capeggiati dal già Sindaco, accuserebbero il Presidente Di Marzo di aver violato norme statutarie non consentendogli di replicare al Sindaco in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale.
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Già in quella circostanza, il Presidente del Consiglio ed il Segretario Generale, ebbero modo di chiarire che in assenza del numero legale, non c’era alcun consiglio da presiedere e che dunque, il Presidente non aveva facoltà di dare parola ai pochi consigliere rimasti in Aula.



















































































