Green pass si o no?
Green pass si o Green pass no?
In Italia i casi di Covid in sole ventiquattr’ore sono tornati a crescere: si è passati da 1.534 a 4.259. Anche quanto sta accadendo in Francia, con 21 mila nuovi casi in un solo giorno, è un campanello di allarme che va necessariamente preso in seria considerazione. Ancora più preoccupanti i numeri che arrivano poi dalla Gran Bretagna.
I governatori hanno chiesto di utilizzare il certificato verde solo “per permettere in sicurezza la ripresa di attività fino ad oggi non consentite o limitate” (eventi sportivi, concerti, discoteche, fiere e congressi) ma non per entrare nei ristoranti, cinema, teatri, palestre e piscine.
Al Governo, e soprattutto al dicastero della Salute, c’è il ministro Roberto Speranza che, assieme ad altri nella maggioranza, spinge per un uso ‘estensivo’ dei certificati. L’ipotesi che si sta facendo strada è dunque quella di partire da subito con l’obbligo del green pass “pesante” per tutta una serie di attività non essenziali e da settembre estenderlo a quelle essenziali.
Dalla settimana prossima o al più tardi all’inizio d’agosto per sedersi nei bar e nei ristoranti al chiuso potrebbe essere necessario avere il pass, ottenibile in questa prima fase con una sola dose (o con il certificato di guarigione o il tampone negativo), mentre nessun obbligo ci sarà per prendere il caffè al bancone.
Le due dosi diventeranno invece necessarie per entrare in discoteca o per prendere treni, aerei e navi a lunga percorrenza.
Il Governo sta valutando la possibilità di effettuare una dose di vaccino per andare al ristorante e una doppia dose per i luoghi più affollati. Nel Decreto, infine, entrerà la proroga dello stato d’emergenza molto probabilmente fino alla fine dell’anno.
Il green pass italiano garantisce la partecipazione a grandi eventi pubblici, l’accesso alle RSA e gli spostamenti in Italia.
Approvato con il decreto anti-Covid del 22 aprile 2021, poi modificato dal decreto del 18 maggio, e a cui il 17 giugno il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dato il consenso, il certificato verde è un documento che serve a dimostrare l’avvenuta vaccinazione anti-Covid-19, la guarigione dal virurs, l’esito negativo a un tampone antigenico o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti.
Il green pass viene rilasciato in formato cartaceo e digitale dalla struttura sanitaria o dal Servizio Sanitario Regionale: per i vaccinati è valido dopo il 15esimo giorno dalla somministrazione della prima dose, mentre dopo il completamento del ciclo vaccinale la certificazione ha una durata di 270 giorni quindi 9 mesi.
La certificazione verde di avvenuta guarigione invece viene rilasciata il giorno della fine dell’isolamento, dalla struttura ospedaliera presso cui si è effettuato il ricovero, dalla Azienda sanitaria competente e dai medici di medicina generale o dai pediatri: è valido sei mesi dalla data di fine isolamento.
Il green pass si ottiene anche sottoponendosi ad un test antigenico o molecolare con esito negativo: lo rilasciano le strutture sanitarie pubbliche e private, le farmacie o i medici responsabili dell’esame svolto. La validità della certificazione post-tampone è però di appena 48 ore dal prelievo del materiale biologico.



















































































