
130 kilometri di luminarie, pee le strade, le piazze e le periferie di Napoli,2,2 milioni di euro destinati dalla Camera di Commercio per illuminare a festa la città, ma il presidente Ciro Fiola ,costretto a giustificarsi perché patito a settembre per la poss in opera delle decorazioni,che regolarmente verranno accese solo agli inizi di Novembre. Accade anche questo nel capoluogo napoletano, che da sempre sconta ritardi su tutto, dove ci si impiega 20 anni per fare una stazione della metropolitana,e poi si crocifigge chi cerca di abbellire per tempo la città, eh creare anche una sorta di evento e produrre indotto ad un commercio sfiancato dalla crisi economica e pandemica.Ciro Fiola, si è visto costretto a produrre una lettera al direttore del Corriere del Mezzogiorno, per far sentire le proprie considerazioni, che abbiamo raccolto dal suo profilo fb,che testualmente riportiamo:
Caro Direttore,
l’iniziativa del bando per le luminarie che ci consentirà di dare luce a 130 chilometri di strade e piazze di Napoli, per la prima volta nella storia della città dalla prima settimana di novembre fino all’Epifania, sta riscuotendo un enorme consenso. Ricevo decine di messaggi di incoraggiamento e di ringraziamento ogni giorno, telefonate da parte di commercianti e cittadini di quelle aree che mai erano state interessate da provvedimenti che, comunque, non sono paragonabili a quello messo in campo dalla Camera di Commercio. Abbiamo voluto iniziare dalle periferie, gli operai sono al lavoro a Miano, a Scampia, a Pianura, per poi arrivare fin nel cuore della città. Giova ricordare che a Natale scorso Napoli è rimasta al buio. Che da anni oramai gruppi di commercianti, sono costretti ad autotassarsi per illuminare spicchi di strade, per dare alle loro zone un’idea di festa perché l’Amministrazione comunale non ha risorse e progettualità. Eppure c’è chi, e mi riferisco a una lettera a cui lei ha risposto nella rubrica del giornale che dirige, o ad alcune chiacchiere da social, dimostra disinformazione, superficialità e un gusto per la polemica tipico di una categoria di persone lontane dalla mia formazione. Sono un uomo concreto, nella vita sono partito dal basso costruendomi da solo ogni passo. Ho il vizio di dare concretezza agli annunci, insomma se prometto mantengo. E avevo promesso ai commercianti che avremmo restituito alle imprese i loro soldi anche con una straordinaria iniziativa per il Natale. Ma c’è chi si turba perché, a settembre, vede operai al lavoro e installazioni che compaiono sui pali dei sostegni. Altri addirittura sono infastiditi che mentre vanno ancora al mare (beati loro) sono “costretti a vedere le luci di Natale”. Anche questo ho letto. Ma ciò che mi colpisce è l’accostamento, nella sua risposta, tra l’iniziativa camerale e l’involgarimento dei rapporti tra le persone o la “politica cafona”. Temi su cui mi trova d’accordo, avendo praticato la politica vera, quella tra le persone, prima da consigliere circoscrizionale poi da consigliere comunale, facendo carriera nelle associazioni datoriali, poi creandone una. Ovvero, il fatto che per rispettare tempi tecnici della progettazione si sia partiti con il necessario anticipo (occorrono oltre 45 giorni per montare e collaudare 130 chilometri di strade e 36 piazze), dimostrando efficienza e competenza, attribuendo ciò a una ipotetica “contaminazione dell’eleganza naturale della città”. Accusa che devo respingere, amando profondamente Napoli e cercando di contribuire con le iniziative camerali al suo riscatto. Sul gusto della progettazione invito poi a soprassedere, ad attendere l’esito finale, ad aspettare insomma che si accendano le luci e poi si potrà giudicare. Anche le nostre sono luci artistiche, “luminaria” è un termine che per alcuni può sembrare addirittura dispregiativo. A Salerno vanno orgogliosi di un’iniziativa molto più modesta per dimensioni e investimento, divenuta attrattiva per milioni di tursiti. A Napoli questioniamo sul fatto che una squadretta di operai a lavoro in una strada del Vomero abbia creato qualche piccolo disagio alla circolazione, come se al Vomero non esistesse il traffico. Le nostre luci non pretendono di sconfiggere il buio della volgarità, hanno però il pregio di sostenere commercio, turismo, iniziative culturali e dare luce alla bellezza immortale di una metropoli. Scusate se è poco.


















































































