
Draghi top player, il coraggioso Letta batte il guascone Salvini,Meloni rimandata alla prossima competizione elettorale. Si può riassumere così quanto accaduto in questo Election Day autunnale 2021, post pandemia. Ad inizio campagna elettorale,in tanti hanno pensato che le amministrative potessero rappresentare un esame , una prova di forza per i due leader in campo ovvero Letta del PD, e Salvini della Lega. Il leader del Nazareno che di certo non aveva brillato nelle sue prime uscite da neo segretario del partito democratico, gli va riconosciuto che non si è risparmiato, e si è messo in gioco schierandosi in prima persona nelle suppletive di Siena, dove il risultato non era certo scontato. Ha avuto intuito nel forzare sulla scelta di Gualtieri a Roma ,ed accordarsi in una sorta di laboratorio nazionale a Napoli con i pentastellati per Manfredi ,candidato nel capoluogo partenopeo. Salvini, perde su tutti i fronti , una sorta di Papete 2, stavolta con il fuoco amico che gli ha remato contro ,vedi Giorgetti e Zaia,pronti a raccogliere la prossima successione, siamo alla resa dei conti.Il leader leghista, ha sbagliato i tempi ,a differenza di Letta che si è messo sulla scia di Draghi, il Matteo leghista ha pensato bene in piena campagna elettorale, di schierarsi sebbene solo mediaticamente, contro il premier,che rappresenta al momento l’ancora di salvezza a cui l’italiano medio fa riferimento per uscire dal tunnel della crisi sanitaria ed economica. Meloni a dispetto dei sondaggi che la dipingono come una sorta di Merkel in versione ciociara, ha dimostrato di avere forse seguito ,ma non classe dirigente, il massimo è stato inventarsi Michetti per poi abbandonarlo tragicamente al suo destino al ballottaggio. La vera ed unica novità, rimane Calenda, che da leader romano adesso si dovrà trasformare in un leader nazionale, tentando di mettere in piedi un progetto nazionale, riformista sull’esempio di quanto realizzato nella capitale d’Italia. Prossima tappa, che sarà argomento quotidiano dell’agenda politica, l’elezione del prossimo presidente della Repubblica, in cui Draghi si troverà ad un bivio personale ,con effetti nazionali, dove Renzi , privo di consensi nel paese, acquisirà un ruolo determinante così come nella caduta del governo Conte. Elementi che questa tornata elettorale devono indurre ad una riflessione, sono la crescita dell’astensione al voto, episodio verificatosi anche nei piccoli centri e ripetuto in sede di ballottaggio, e l’altro che nessuna donna è stata eletta come sindaco, le quote rosa sebbene garantite in Italia non emergono, nonostante la stampa parla di una donna presidente della Repubblica.
Pasquale Del Prete



















































































