Campi Flegrei, via libera al piano decennale: un miliardo per la prevenzione
Edilizia antisismica, vie di fuga e delocalizzazioni volontarie. Lo Stato coprirà il 70% dei costi per l’adeguamento degli edifici, con contributi integrali per i proprietari con redditi fino a 28mila euro. Previsti anche sospensione dei mutui e stop a nuove cubature.
ROMA, 13 OTT – Un piano decennale per ridurre la vulnerabilità del territorio dei Campi Flegrei, rafforzare la sicurezza degli edifici e migliorare la capacità di risposta della popolazione alla crisi bradisismica. È il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri, secondo quanto annunciato dal ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, al termine della riunione a Palazzo Chigi.
La misura si fonda su uno stanziamento complessivo di un miliardo di euro nell’arco di dieci anni e punta a intervenire su un territorio caratterizzato dalla presenza di un sistema vulcanico attivo, dove il fenomeno del bradisismo si ripresenta ciclicamente. L’area interessata dagli interventi comprende circa 85mila abitanti e 15mila edifici.
«Lo Stato non promette una possibile eliminazione del rischio, ma si assume il dovere di ridurre l’esposizione e la vulnerabilità, preparare la popolazione e ricostruire quello che il sisma ha distrutto», ha dichiarato Musumeci, sottolineando che il piano mira anche a consentire l’adeguamento degli edifici alle norme antisismiche.
Adeguamento antisismico, contributi fino al 100%
Tra gli assi principali del provvedimento figura il rafforzamento strutturale degli immobili. L’intervento sarà attivato su richiesta formale dei proprietari e prevede una copertura pubblica pari al 70% delle spese, mentre il restante 30% sarà a carico dei privati.
Per i proprietari con un reddito non superiore a 28mila euro, lo Stato sosterrà invece l’intero costo dell’adeguamento.
Il piano prevede inoltre la possibilità di incentivare la delocalizzazione volontaria degli immobili maggiormente vulnerabili o situati nelle aree considerate più esposte al rischio. Una misura che, nelle parole del ministro, affronta un tema «politicamente delicatissimo», ma che il governo ritiene necessario considerare in una strategia di prevenzione di lungo periodo.
Un commissario unico per coordinare gli interventi
La governance sarà affidata al presidente pro tempore della Regione Campania, che assumerà il ruolo di commissario straordinario per l’attuazione del piano. L’obiettivo dichiarato è concentrare responsabilità e poteri decisionali in un’unica figura, superando la frammentazione delle competenze e accelerando le procedure.
Il commissario dovrà coordinare gli interventi sulle infrastrutture strategiche e sulle vie di fuga, oltre a seguire l’attuazione delle misure previste nel corso del decennio. Il programma sarà sottoposto a verifiche annuali, con un monitoraggio parlamentare sullo stato di avanzamento delle opere.
Mutui sospesi fino al 2027 e sostegno alle famiglie
Il provvedimento comprende anche misure di sostegno economico per cittadini e attività produttive. È prevista la sospensione dei mutui dal 31 luglio 2026 al 31 dicembre 2027, mentre la sospensione di tributi e contributi è indicata dal 31 luglio alla fine di novembre 2026.
Per le famiglie con redditi inferiori a 28mila euro è inoltre prevista la proroga di due anni dei contratti di locazione a uso abitativo in scadenza nel periodo compreso tra ottobre 2026 e il 2027, purché non sia intervenuto un titolo esecutivo. Gli eventuali contributi alle imprese saranno valutati caso per caso dal commissario.
Stop a nuove cubature
Un ulteriore capitolo riguarda il contenimento del consumo di suolo. Il piano prevede misure per impedire la realizzazione di nuove cubature, sia a uso abitativo sia destinate ad attività produttive e lavorative.
L’impostazione indicata dal ministro è quella di una legge strutturale, non limitata alla gestione dell’emergenza. «Non è una legge di emergenza ma di prevenzione», ha affermato Musumeci, ribadendo che l’obiettivo è intervenire prima che una situazione eccezionale possa trasformarsi in catastrofe.
La strategia si basa quindi sulla riduzione della vulnerabilità degli edifici, sul potenziamento delle infrastrutture e sulla preparazione della popolazione, nella consapevolezza che il rischio vulcanico e sismico non può essere eliminato, ma può essere affrontato attraverso interventi programmati e continuativi.


















































































