Caro gasolio, il governo vara il decreto aiuti. Proteste e blocchi non si fermano: allarme per i rifornimenti nel Sud
Stanziati 60 milioni per l’agricoltura e 10 milioni per la pesca. Per l’autotrasporto nuovi crediti d’imposta, sospensione dei leasing e misure a sostegno delle imprese. In Sicilia e Calabria alcune mobilitazioni vengono sospese, ma restano le criticità nei collegamenti e nelle consegne.
Il governo interviene per fronteggiare l’emergenza legata al caro carburanti e alle proteste degli autotrasportatori, mentre cresce la preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla distribuzione delle merci, sui rifornimenti e sui prezzi al consumo. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con misure urgenti a sostegno dei settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Un provvedimento che punta a dare liquidità alle imprese e a contenere gli effetti dell’aumento dei costi del gasolio.
Nonostante l’intervento dell’esecutivo, la mobilitazione non si è ancora conclusa. In diverse aree del Paese proseguono le proteste, con ripercussioni soprattutto nel Mezzogiorno, dove i blocchi stradali e le difficoltà nei collegamenti rischiano di rallentare ulteriormente le attività commerciali e la distribuzione dei beni di prima necessità.
Il decreto del governo: fondi e misure per le imprese
A illustrare gli interventi è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha rivendicato il confronto con le associazioni di categoria e la volontà di fornire risposte immediate ai lavoratori e alle aziende in difficoltà.
Per il comparto dell’autotrasporto, il governo ha annunciato il rafforzamento delle risorse destinate ai crediti d’imposta sul gasolio, con ulteriori 106 milioni di euro rispetto ai 434 milioni già stanziati, oltre alla proroga dei termini per utilizzare i benefici fiscali fino al 31 marzo 2027.
Secondo quanto riferito dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, le procedure di pagamento sono già state avviate. Le prime imprese dovrebbero ricevere i crediti d’imposta attraverso il proprio cassetto fiscale in tempi brevi, mentre il provvedimento prevede ulteriori interventi per sostenere soprattutto le aziende di dimensioni medio-piccole.
Tra le misure annunciate figura la possibilità di sospendere per sette mesi i pagamenti dei leasing relativi agli automezzi. È inoltre previsto un meccanismo che consente di adeguare i corrispettivi di trasporto alle variazioni del costo del carburante, anche nei casi in cui i contratti non siano formalizzati per iscritto, secondo le condizioni stabilite dalla nuova disciplina.
Il governo ha inoltre annunciato lo sblocco dei pagamenti arretrati relativi al trasporto marittimo.
Agricoltura e pesca, nuovi stanziamenti
Il decreto prevede anche risorse per gli altri comparti colpiti dall’aumento dei costi energetici.
Per l’agricoltura sono stati stanziati 60 milioni di euro destinati a un contributo a fondo perduto per l’acquisto di gasolio agricolo. Secondo il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, l’intervento consentirà di sostenere l’acquisto di circa 121 milioni di litri di carburante, con un contributo che potrà arrivare fino a 45 centesimi al litro.
Le risorse saranno erogate attraverso Agea e riguarderanno le aziende che hanno acquistato carburante agricolo nel periodo previsto dal provvedimento.
Per il settore della pesca sono invece previsti 10 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere gli operatori alle prese con costi del carburante sempre più difficili da sostenere. In diversi porti dell’Adriatico, in particolare nelle Marche e in Abruzzo, numerosi pescherecci sono rimasti fermi proprio a causa dell’insostenibilità delle spese di esercizio.
Sicilia e Calabria, proteste sospese solo in parte
Nel Mezzogiorno la situazione resta delicata. In Sicilia, gli autotrasportatori dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani hanno deciso di sospendere la mobilitazione in alcune aree, dopo aver mantenuto i blocchi in diversi punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e lungo altre arterie dell’Isola.
Una decisione analoga è arrivata in Calabria, dove la sospensione della protesta annunciata da Fedralog ha consentito la ripresa delle consegne di prodotti alimentari a negozi e supermercati.
La distribuzione, tuttavia, procede ancora in modo irregolare, sebbene si registrino segnali di progressivo ritorno alla normalità. Sono ripresi anche i rifornimenti di carburante attraverso le autobotti dirette ai distributori, alcuni dei quali nei giorni precedenti erano rimasti senza benzina e gasolio.
La situazione appare invece più complessa in altre aree del Sud, dove i blocchi continuano ad alimentare i timori di interruzioni nella catena di approvvigionamento. Le conseguenze potrebbero interessare non soltanto il settore commerciale, ma anche le famiglie, già esposte agli aumenti dei prezzi.
Napoli e Bari lanciano l’allarme
A destare preoccupazione sono anche le possibili ripercussioni sui grandi centri urbani. I sindaci di Napoli e Bari hanno segnalato il rischio di una paralisi delle attività cittadine qualora le difficoltà nella circolazione delle merci dovessero proseguire.
Il problema riguarda soprattutto la regolarità delle consegne di generi alimentari, dei rifornimenti ai distributori e dei prodotti destinati alle attività commerciali. Un blocco prolungato dei trasporti potrebbe infatti tradursi in scaffali meno forniti, ritardi nelle consegne e ulteriori pressioni sui prezzi.
Linea dura contro i blocchi stradali
Accanto alle misure economiche, il governo ha annunciato una linea più rigorosa sul fronte dell’ordine pubblico.
Meloni ha riferito di aver chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di intervenire per garantire la libera circolazione delle merci e assicurare i rifornimenti alle attività commerciali e ai cittadini.
Il Viminale ha invitato prefetti e questori a vigilare anche su eventuali infiltrazioni criminali nelle proteste. Sono previste identificazioni e denunce nei confronti dei responsabili dei blocchi illegali, mentre le forze dell’ordine sono pronte a fornire assistenza e scorta agli autotrasportatori che ne facciano richiesta.
La presidente del Consiglio ha ribadito la distinzione tra il diritto di manifestare pacificamente e le condotte che impediscono agli altri lavoratori di svolgere la propria attività, denunciando episodi di intimidazione e danneggiamento ai danni di camionisti intenzionati a riprendere le consegne.
Secondo quanto riferito, tra Napoli e provincia sarebbero già circa 500 i camion in movimento.
Le opposizioni chiedono chiarimenti in Parlamento
La gestione della crisi apre anche un fronte politico. Le opposizioni contestano l’operato dell’esecutivo e chiedono che la presidente del Consiglio riferisca in Parlamento sulle misure adottate e sulla gestione delle proteste.
Intanto, il governo punta a contenere l’emergenza attraverso gli aiuti economici e il ripristino della circolazione, mentre le associazioni di categoria restano alle prese con costi che continuano a pesare sui bilanci delle imprese.
La sfida, adesso, è trasformare gli annunci e gli stanziamenti in un sostegno concreto e tempestivo. Perché, mentre il confronto istituzionale prosegue, il rischio è che a pagare il prezzo più alto siano ancora una volta i lavoratori, le aziende e i cittadini, soprattutto nelle regioni del Sud dove la distribuzione delle merci mostra ancora evidenti difficoltà.



















































































