Fim, Fiom e Uilm invocavano condotta antisindacale. Rigettate le accuse contro il colosso Whirpool. Ecco cosa succede.
Whirpool, i licenziamenti di massa
Il Tribunale di Napoli rifiuta la richiesta di condotta antisindacale portata avanti dai sindacati contro la Whirlpool. La causa? Il licenziamento dei lavoratori.
320 lavoratori dello stabilimento di via Argine da ieri ricevono lettere di licenziamento da parte della multinazionale americana. Il tutto a due anni e mezzo dall’annuncio di chiusura dello stabilimento.
Licenziamenti piuttosto pesanti per tanti lavoratori. Ora si trovano così a protestare per quella che vedono anche come un venir meno ai patti stabiliti. Non corretto dunque da parte della società da quando hanno scelto di chiudere il sito.
Nella giornata di ieri la sentenza, con grosse batoste per sindacato e lavoratori. Sentenza fin pesante e con un ricorso non accolto.
La sentenza
Nelle pagine della sentenza vengono evidenziati i principali punti presenti nel ricorso, portato avanti dai sindacati.
Denunciata quella definita come una condotta scorretta dall’azienda, con evidenziati degli accordi presi nel triennio dal 2015 al 2018. Si legge che si assicurava un futuro produttivo e con occupazioni ai lavoratori. Accordi perciò non onorati dopo la chiusura dello stabilimento.

Nella sentenza è evidenziato dal giudice il rifiuto, da parte dei sinfacati, della proposta di cessione del ramo.
Secondo il giudice, i numerosi incontri con le organizzazioni non avrebbero determinato una condotta scorretta come denunciata dalle organizzazioni.


















































































