
La maggioranza consiliare del Comune di Frattamaggiore, amministrazione guidata per la seconda volta da Marcoantonio Del Prete, scrive e chiede atti e permessi rilasciati al Consorzio Asi di Arzano- Casoria – Frattamaggiore. Richieste sottoscritte da ben 14 consiglieri comunali.
“A.S.I. o A.S.C, ovvero Area di Sviluppo Industriale o Commerciale ammesso che esistano?A vedere a quello che si sta verificando in quella che era una volta l’ASI di Arzano-Casoria- Frattamaggiore, con l’apertura di numerose attività commerciali e nessuna attività industriale, il dubbio si sta trasformando in certezza. queste aree sono nate per dare l’opportunità alle industrie napoletane esistenti, di avere a disposizione delle aree idonee al loro sviluppo, favorendo la delocalizzazione dai centri urbani ed essere attrattori per le nuove realtà industriali. La nascita di queste zone ASI e relativi consorzi furono pensate assegnandole un potere di pianificazione urbanistica sovraordinata a quelli dei comuni.
Cosa è successo in questa zona del nostro territorio negli ultimi tre anni è sotto gli occhi di tutti.
Si dice che ci fossero molte richieste di industriali, che chiedevano l’assegnazione di un suolo nella zona ASI “A-C-F”, già satura e priva della minima dotazione di standards urbanistici. Per dare l’opportunità a questi fantomatici imprenditori industriali, fu affidato l’incarico ad un avvocato amministrativista per la formulazione di un parere che giustificasse l’adozione di una variante urbanistica. Sulla base di questo parere di parte, il piano è stato approvato, prevedendo l’occupazione di tutti i suoli precedentemente destinati ad attrezzature, tra cui il verde e le fasce di rispetto, eliminando così il necessario filtro tra la città di Frattamaggiore e la zona ASI.
Ma cosa avrebbe dovuto fare il comune di Frattamaggiore che invece non ha fatto? Presentare delle osservazioni al piano nei termini di legge per far valere le proprie ragioni.
L’area si qualifica come industriale e per questo i valori di esproprio dei suoli sono al massimo di 30€/mq. Ottenuta l’assegnazione si procede con la presentazione della domanda, al Comune dove ricade il suolo, per il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione dell’involucro di un capannone industriale dove però non si insedierà nessuna attività industriale, ma solo con lo scopo di eseguirli e locarli successivamente ad attività commerciali o di servizio (terziario), senza che il comune battesse ciglio.
Un’industria si qualifica tale se ha almeno 15 dipendenti, diretti ed indiretti, dediti alla produzione, ma visto che sembra che le assegnazioni siano state parecchie e quasi sempre allo stesso soggetto o altro rappresentante della “Holding”, la domanda nasce spontanea. Ma il principale assegnatario ha decine di attività industriali? E ognuna di esse quanti dipendenti ha o è sempre la stessa società come le scatole cinesi?
Queste domande le pongo al presidente del consorzio ASI, Giosy Romano che spero risponderà presto per evitare altri pensieri.-dichiara un veterano consigliere comunale del PD,Arch.Enzo Pellino.
Chiedono lumi e chiarezza i capogruppo di Fare Democratico , Franco Del Prete e di Fratta al Centro, Lamberti Antonio , che in maniera unanime dichiarano -è giusto fare luce e capire se l’atto di conversione da zona agricola a zona industriale effettuato dall Asi è un atto legittimo e se doveva essere supportato anche da un approvazione in consiglio comunale.
Più reattiva e diretta la dichiarazione del capogruppo di Frattamaggiore più verde, Giovanni Pezzullo-“La zona industriale ASI, ovvero quel lembo periferico del nostro territorio confinate con i comuni di Arzano e Casoria, gestito in maniera autarchica dal nuovo Re Sole, *Giosy Romano*, negli ultimi tempi ha subito notevoli trasformazioni, con l’implementazione di numerosissimi edifici industriali che non hanno prodotto alcuna *ricaduta occupazionale* per i frattesi. Ad oggi paghiamo esclusivamente lo scotto di un *impatto ambientale* non certamente sostenibile per una cittadina come Frattamaggiore già così fortemente urbanizzata.
Credo sia doveroso che l’amministrazione tutta, con uno slancio d’amore per il proprio territorio, si attivi, anche in vista del redigendo *piano urbanistico comunale* (PUC) , per interfacciarsi al più presto con i vertici dell’Asi per concertare un più equilibrato utilizzo del nostro territorio”.Gennaro Alborino capogruppo dei Popolari per Frattamaggiore afferma -“L’acquisizione di atti e’ il
modo per avere conoscenza dell’avvenuta “variante puntuale urbanistica zona Asi “visto che della stessa non è stato mai informato l’intero consiglio comunale,snaturandone le funzioni primarie di indirizzo e controllo politico-amministrativo.Conclude il capogruppo Pasquale Del Prete- E’ chiaro che il consiglio comunale di Frattamaggiore, in particolare la maggioranza consiliare del Del Prete bis, non ha alcuna intenzione di fare ostruzionismo ad uno sviluppo del territorio, ma semmai nell’esercizio dei propri poteri, al pari di quanto avvenuto in maniera rigorosa nella zon Pip ,l’applicazione delle normative urbanistiche ,onde evitare abusi e speculazioni.



















































































