
Consulente finanziario presso Credem con incarico di Regional Manager
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In queste ultime settimane, si è discusso molto dell’incremento della soglia di utilizzo del contante. In realtà, oltre al limite generale di utilizzo del contante che attualmente è fissato a 2.000 euro, in Italia vige una normativa molto articolata e non sempre omogenea che impone limiti differenti relativi alle modalità di pagamento. Inoltre, ai divieti imposti da alcune norme, si sommano incentivi all’utilizzo dei pagamenti tracciabili che consentono di ricevere benefici fiscali solo a determinate condizioni. Cerchiamo di fare chiarezza per rendere più semplice e sicuri i pagamenti di tutti i giorni.
Limiti all’utilizzo del contante
Attualmente il limite generale per l’uso del contante è fissato a 2.000 euro. Questa soglia, che si sarebbe dovuta ridurre a 1.000 euro a partire da gennaio 2023 secondo la normativa vigente, probabilmente verrà innalzata a 5.000 euro dal prossimo anno. Infatti, in settimana il Governo ha eliminato dal recente Decreto Aiuti la norma che prevedeva tale variazione: sarà probabilmente la legge di bilancio di prossima approvazione a portare a 5.000 euro la soglia di utilizzo del contante. Esistono però anche altri limiti all’utilizzo del denaro: alcuni di essi sono più elevati, altri più bassi, in altri casi è fatto assoluto divieto di usare le banconote. Cerchiamo di fare chiarezza distinguendo le varie ipotesi.
La norma generale prevede il divieto di trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi (persone fisiche o giuridiche) quando il valore deltrasferimento è complessivamente pari o superiore al 2.000 euro.(art. 49 del Dlgs 231/2007). Occorre specificare che la soglia limite di pagamento in contanti non può essere aggirata frazionando artificiosamente il pagamento con più trasferimenti sotto la soglia di legge: ad esempio dividendo un pagamento di 4.500 euro in tre pagamenti da 1.500. Tale frazionamento è consentito solo quando le consuetudini commerciali lo prevedono come modalità.
A questa norma generale si affiancano altri limiti all’utilizzo del contante, i più rilevanti dei quali sono:
Benefici fiscali subordinati all’utilizzo dei contanti
A questi limiti si affiancano altre norme che, pur non vietando l’utilizzo dei contanti, subordinano all’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili l’ottenimento di benefici fiscali:
Il quadro normativo è completato dalle sanzioni relative alla mancata accettazione dei pagamenti tramite Pos. Gli esercenti commerciali ed i professionisti hanno l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici a pena di una sanzione pari a 30 euro più il 4% della transazione negata, con la sola eccezione dei tabaccai.
I controlli bancari
Il fatto che la limitazione dell’uso del contante preveda una soglia, attualmente pari a 2.000 euro, non vuol dire che non si possanoeffettuare prelievi o versamenti di contante superiore a tale sogliasul proprio conto corrente. Ad esempio, un consumatore potrebbe certamente prelevare 3.000 euro in contanti per poter far fronte a più spese di importo inferiore alla somma limite di 2.000 euro; oppure un professionista potrebbe aver incassato in contanti più compensi inferiori alla soglia di legge e recarsi in banca per versare la somma complessiva di 4.000 euro. Il fatto che alcuni sportelli bancari o postali si rifiutino di compiere tali operazioni è evidentemente frutto di una interpretazione scorretta della norma.
Discorso diverso è, invece, un utilizzo anomalo del contante che dovesse concretizzarsi in una movimentazione consistente di denaro non compatibile con le normali esigenze familiari o l’attività lavorativa svolta. Si pensi, ad esempio, ad un lavoratore dipendente che effettua frequenti e rilevanti versamenti di denaro contante o ad un professionista che effettui consistenti prelievi di denaro non coerenti con la tipologia di attività svolta. Queste operazioni anomale potrebbero diventare oggetto di segnalazione all’UIF (l’Unità di Informazione Finanziaria) come operazione potenzialmente sospetta. Tale segnalazione potrebbe peraltro avvenire anche nel caso in cui tutte le operazioni effettuale fossero sotto la soglia prevista per l’uso del contante, ma effettuate con frequenza e modalità che appaiono ingiustificate e non coerenti con il profilo di chi le attua.
A ben vedere, la normativa sui controlli è meno irragionevole di quanto si possa pensare, mentre quella sui pagamenti è piùcomplessa di quanto non appaia. Inoltre, i frequenti cambiamenti degli ultimi anni, talora effettuati in maniera non organica, hanno contribuito a confondere i cittadini su ciò che è lecito e non lecito fare. L’auspicio è che, al di là delle prossime variazioni delle soglie di utilizzo del contante, si possa porre mano ad una omogenea e coerente riorganizzazione della normativa in questione.



















































































