Dedizione, costanza , caparbietà, impegno, coraggio, gran voglia di fare , ma soprattutto un vero genio, parliamo di Melania Capasso, frattese , classe 77, con genitori docenti, padre insegnate di materie letterarie del Filangieri, Antonio Capasso, e madre docente della Marconi di Frattamaggiore.
Dopo le superiori al Liceo Classico Durante, Melania ha frequentato Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Federico II, laureata nel luglio 2000, poi ha iniziato il dottorato sempre alla Federico II ma si è spostata in un laboratorio dell’Università del Piemonte Orientale a Novara per i primi due anni, studiando chimica degli alimenti. Il suo progetto principale era individuare gli antiossidanti contenuti nella buccia delle nocciole (del Piemonte!). Però chimica degli alimenti non gli piaceva molto, quindi si è spostata in Inghilterra per lavorare su un progetto meno di chimica e più di biologia. Dal novembre 2002 al dicembre 2003 ha lavorato presso l’Institute of Food Research di Norwich, in UK, dove ha studiato la localizzazione all’interno della cellula di due antiossidanti con proprietà diverse, uno lipofilo (b-carotene) e uno idrofilo (quercetina), entrambi si concentrano nei mitocondri, i “motori” della cellula.

Finito il dottorato nel dicembre 2003 è rimasta in Inghilterra per il primo postdoc (contratto post dottorato), all’Universita di Nottingham dove per due anni, ha studiato i meccanismi di co-stimolazione dei linfociti T e da quel momento si è dedicata al campo dell’immunologia. Con il suo progetto ha individuato un nuovo modo di generare linfociti T immunoinibitori, necessari per evitare malattie autoimmuni.
Per il secondo postdoc (gennaio 2006-aprile 2010) altro trasferimento a Leicester, sempre nelle Midlands, alla Toxicology Unit del Medical Research Council, dove ha studiato il ruolo di recettori di membrana e canali dei protoni nel regolare i linfociti B (quelli che poi producono gli anticorpi) e tumori derivanti dai linfociti B, come le leucemia linfocitarie acute. In quel periodo ha chiarito come i canali dei protoni controllano l’attivazione dei linfociti B.
Alla fine del secondo postdoc ha stabilito il suo primo laboratorio a Londra, alla Queen Mary University of London, Barts Cancer Institute (Aprile 2010), per rimanere fino al dicembre 2016, prima come Lecturer e poi Senior Lecturer.
A Londra ha continuato ad occuparsi di linfociti B, sia come neoplasie (linfomi e leucemie) sia il ruolo che svolgono nel tumore dell’ovaio e del pancreas.

Nel frattempo ha esteso la ricerca ad altre cellule immunitarie, che è stata poi la base per iniziare a studiare le cellule immunitarie del cervello, chiamate microglia.
In quel periodo è arrivata l’offerta dal DZNE (centro di ricerca tedesco per malattie Neurodegenerative) e si trasferita di nuovo , in Germania a Bonn nel gennaio 2017.
Nel frattempo quando a Norwich 2003 ha conosciuto il marito, ricercatore, bolognese, con il quale si è poi sposata a Leicester nel 2008 . Melania ha trovato anche il tempo di fare due figli, il primo figlio, Carlo, è arrivato a dicembre 2013.,molto orgoglioso della doppia cittadinanza italiana e inglese.Il secondo figlio, Antonio, è nato a Bonn a febbraio del 2018.e ha la cittadinanza italiana .
Melania Capasso, nonostante un ventennio all’estero conserva le sue origini frattesi e ama la cultura napoletana, e non disdegna di parlare anche con i suoi figli, il dialetto napoletano.
Della “ nostra” Melania sentiremo ancora parlare , perché ha una serie di progetti sulla ricerca in cantiere, che renderà Frattamaggiore ancora più orgogliosa di avere una concittadina, genio della ricerca.
















































































