
Daniel Maldini – Passione per il calcio nel sangue e nel cognome
Figli d’arte nel calcio ce ne sono ma non tutti hanno dimostrato grandi abilità come i propri genitori. Altri, invece, stanno dimostrando di avere tutte le carte in regola per eguagliare se non addirittura superare i livelli dei propri cari. È il caso di Daniel Maldini. Figlio di Paolo Maldini. Oltre ad essere “figlio” è anche “nipote” d’arte. Suo nonno era Cesare Maldini scomparso nel 2016.
Nato a Milano l’11 Ottobre 2001 da Paolo e Adriana Fossa ex modella venezuelana.
Muove i primi passi, anzi da i primi calci nelle giovanili del Milan. Esordisce in prima squadra nel febbraio del 2020 a 18 anni. Nella stagione successiva debutta in Europa League e nel settembre del 2021 in UEFA Champions League. Realizza la sua prima rete da professionista con la maglia rossonera contro lo Spezia. Ed è proprio nello Spezia che avviene un piccolo evento, rompendo, così, una tradizione familiare di maglia rossonera lunga 70 anni, ovvero il passaggio in prestito di Daniel Maldini allo Spezia. Un passaggio, fortemente voluto anche da lui, che gli consente di crescere non solo come calciatore, confrontandosi con una nuova realtà di squadra ma anche come persona. I paragoni con il nonno ma soprattutto con il padre Paolo sono tanti e lui ne è consapevole. Sa di portare un cognome importante e ciò non sempre è un vantaggio perché deve dimostrare più degli altri le sue capacità, cosa sa fare sul campo di calcio. Sa anche che le voci di raccomandazioni non finiranno mai. Qualche volta, come stesso da lui affermato, queste voci l’hanno portato a dubitare del suo talento ma lui sta tentando di creare uno spazio tutto suo. Ed il goal contro il Milan a San Siro, ha spazzato via le polemiche su chi lo definisce un raccomandato. Ma quel goal ha diviso il padre a metà. In tribuna vi era un Paolo Maldini direttore tecnico del Milan che è rimasto impassibile difronte al capolavoro di goal fatto dal figlio ma, da genitore, avrebbe sicuramente esultato e sarebbe staro fiero del figlio. Anche Daniel non ha esultato per rispetto dei tifosi e di quella maglia a cui è legato nel profondo del cuore.
Della vita privata di Daniel non si sa molto. Ma a guardarlo bene, siamo sicuri che data la rassomiglianza con il padre e anche lo stesso modo di esultare in campo, non tarderanno ad arrivare notizie su flirt o storie d’amore e di sicuro con bellissime donne. Perché buon sangue anzi buon DNA non mente né sul campo né in amore.

















































































