
Gli Stati Uniti d’America compresa la California e New York hanno fatto causa a Meta.
L’accusa è che sue piattaforme social, soprattutto Instagram “creano dipendenza” e danneggiano la salute mentale dei bambini.
Nella causa, intentata presso il Tribunale federale della California, si afferma anche che Meta raccoglie regolarmente dati su minori sotto i 13 anni senza il consenso dei genitori, in violazione della legge federale.
Dichiara Rob Bonta, procuratore generale della California:
”Lo sappiamo grazie alle nostre indagini, oltre che alle rivelazioni di ex addetti ai lavori: Instagram è dannoso per una significativa percentuale di adolescenti, soprattutto ragazze adolescenti. Una ricerca ha rilevato che il 13,5% delle ragazze adolescenti afferma che la piattaforma aumenta i pensieri di suicidio e autolesionismo. Il 17% dice che i problemi alimentari peggiorano e il 32% afferma che peggiora la propria immagine corporea”.Meta è accusata di dare priorità al profitto rispetto alla sicurezza e al benessere dei suoi utenti, in particolare dei giovani. Funzioni come il “Mi piace” innescherebbero infatti una dipendenza in particolare nei giovani utenti, provocata dal piacere legato alla dopamina. C’è attenzione anche nei confronti dei tentativi di Meta di espandere queste pratiche considerate come dannose nella realtà virtuale. L’azione legale di questi Stati mira a colmare alcune lacune normative lasciate dal Congresso degli Stati Uniti, e vuole sottolineare l’urgente necessità di affrontare i rischi per la salute mentale (e fisica) posti dalle piattaforme di social media. Attraverso le piattaforme come Instagram e Facebook, Meta avrebbe avuto un impatto profondo sulle realtà psicologiche e sociali dei giovani americani, impiegando tecnologie progettate esplicitamente per attirare e “intrappolare” i giovani a scopo di lucro. Le piattaforme sono accusate di voler massimizzare il tempo trascorso davanti allo schermo da parte anche dei più piccoli, attraverso strategie psicologicamente manipolative, che possono portare a depressione, ansia, insonnia e andare a influenzare l’istruzione e la vita quotidiana.
Meta ha espresso delusione al riguardo, sostenendo come “invece di lavorare in modo produttivo con aziende di tutto il settore per creare standard chiari e adeguati all’età per le numerose app utilizzate dagli adolescenti, i procuratori generali preferiscano scegliere questa strada“. All’iniziale numero di Stati coinvolti, 33, se ne sono aggiunti altri con azioni legali simili (come Washington D.C.): la cosa ha portato un calo in borsa delle azioni Meta, scese dello 0,6% sul Nasdaq.
Torneremo sull’argomento per aggiornamenti, poiché è facile prevedere che anche altri Stati si aggiungeranno agli Stati Uniti visto l’impatto che hanno i social sui bambini e giovani.
Maria De Rosa
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