“Piccola donna, che cammini tra le stelle mostri le ferite che nascondi tra la pelle, sono 37”. Una struggente dedica alla giovane donna uccisa un anno e mezzo fa dal compagno Alessandro Impagnatiello, il quale per questo motivo è stato condannato all’ergastolo pochi giorni fa. 37 come il numero di coltellate inferte a Giulia e citate nella canzone-tributo.Il brano si intitola «Migliore» e fa parte dell’ album «Hello World» uscito venerdì 6 dicembre. Nel testo è citato anche Thiago, il figlio che la ragazza aveva in grembo. La mamma dialoga con il piccolo, esprimendo il dolore per quella esistenza che gli verrà negata: «Tu dormi bambino, ti avrei dato il nome di un lungo cammino. Che strano destino andarsene a maggio come due fragole». Un testo dolce, straziante che la band ha voluto dedicare a Giulia e a tutte , troppe donne vittime di femminicidio. Come i Pinguini hanno spiegato a La Stampa: «Quest’anno ci sono stati quasi 100 femminicidi. Pensiamo che noi uomini non ne parliamo abbastanza. Se con le canzoni aiutiamo a creare un po’ di dibattito avremo fatto qualcosa di meritorio». La sorella di Giulia, Chiara, riporta alcune frasi della canzone del gruppo bergamasco. “‘Tramontano le nuvole, ma resterà il sole’. Resti tu Giulia. Il testo della canzone, hanno raccontato in un’intervista, è arrivato “come un flusso di coscienza, dopo l‘ennesimo caso di femminicidio”. È importante “provare a parlare di qualcosa di così orribile e penso che l’arte non abbia mai analizzato quella che è una vera emergenza”. Il cantautore ricorda di essersi “seduto al pianoforte amareggiato, sconsolato” e di aver scritto di getto il pezzo, non con la pretesa di “cambiare il mondo”, ma di “aiutare a creare dibattito” per chiedersi il perché tutto ciò avviene o cosa si può fare per prevenirlo.
La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, ha condiviso il testo della canzone in una storia sui social, commentando: «La canterò a squarciagola per te».
«Grazie – ha aggiunto rivolgendosi ai Pinguini Tattici nucleari – per aver dato vita a Giulia attraverso la vostra musica».
Maria De Rosa



















































































