Detto e fatto. Dopo l’indiscrezione di ErgoTv di qualche giorno fa sulla nascita del Terzo Polo a Napoli, arriva la conferma di Ettore Rosato, fedelissimo di Renzi e coordinatore nazionale di IV. Attraverso un’intervista a “Cronache di Napoli” il deputato triestino rimarca la necessità di un “polo riformista ampio con Toti e Carfagna”. Entriamo nei dettagli. Rosato sta seguendo le trattative politiche per le elezioni al comune di Napoli. Coadiuvato dai renziani partenopei Graziella Pagano, Barbara Preziosi , Apostolos Paipais e Ciro Bonajuto. La terza città d’Italia potrebbe diventare il primo laboratorio politico d’Italia, così come accade infaustamente nel 2011 per l’antipolitica, per la nascita del campo centrista. Distinto e distante dal Pd, qualora confermasse l’asse strutturale col M5S, e dall’accoppiata Lega-FdI. Unico nodo da sciogliere resta, tanto per cambiare, il partito di Letta. Se Sarracino collocherà il partito in seno ai grillini con Fico sindaco, il polo moderato diventerebbe cosa fatta. In caso contrario, il Pd potrebbe essere il “capofila” del circuito liberale ritirando l’attuale Presidente della Camera dalla corsa per Palazzo San Giacomo.
Le prossime settimane rappresentano il crocevia del ragionamento in atto. A Napoli così come a Roma. Andiamo avanti. Come spesso Renzi ha ripetuto in questi anni, il polo moderato rappresenta la stragrande maggioranza degli italiani. Ma da qualche anno resta un popolo non rappresentato. Gente orfana di un’idea. Il resto è storia nota. Ora la domanda sorge spontanea. Quali forze politiche e con quali prospettive farebbero parte del Terzo Polo? Bella domanda. Nel pensiero renziano troverebbero posto, oltre ad Italia Viva, pezzi centristi del Pd, Forza Italia, Azione, +Europa e ciò che resta dell’Udc. Un unico cartello moderato da provare a Napoli con l’aggiunta delle liste deluchiane che alle ultime Regionali hanno superato il 15%. Un dato che colloca il governatore De Luca nella cabina di interlocutore privilegiato. Ma non è finita qui. Dilemma Forza Italia. A Napoli il partito di Berlusconi arriva dal tracollo regionale. Una sconfitta senza precedenti pari al 4%. Una miseria. Ma con l’arrivo del Governo Draghi e col partito in maggioranza, l’ex Pdl ha l’occasione di rifiorire. Politicamente ed elettoralmente. Ma c’è anche altro. Nelle ultime settimane si registra un certo dinamismo da parte di Fulvio Martusciello.
L’europarlamentare azzurro, unico napoletano eletto nella Circoscrizione Meridionale, punta (almeno per ora) al coordinamento regionale. E sta contattando politici, ex consiglieri regionali ed ex militanti azzurri che in passato hanno orbitato nei circuiti forzisti o abbandonati dal partito. Un modo per risollevare le sorti affidando la centralità a Forza Italia in un progetto moderato. Del resto Forza Italia siede nel Governo Draghi insieme a Italia Viva e Pd. Il Patto del Nazareno non è mai morto. E’ vivo e vegeto. E pronto a tornare in campo.


















































































