Castellammare di Stabia, l’atto d’accusa dell’ex consigliere: «L’indifferenza è complicità»
Castellammare di Stabia – «L’indifferenza è complicità. O si è contro la mafia o si è complici della mafia». Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella risuonano come un monito nella crisi politica che attraversa il Comune di Castellammare di Stabia. Un richiamo che l’ex consigliere comunale Sandro Ruotolo fa proprio nel motivare le sue dimissioni, formalizzate nelle scorse ore dopo aver, a suo dire, portato fino in fondo il mandato che si era assunto: essere un punto di riferimento nella battaglia contro la camorra.
Ruotolo, da sempre impegnato come giornalista e come uomo delle istituzioni nella denuncia dei fenomeni criminali e delle infiltrazioni camorristiche, rivendica una storia personale e professionale schierata senza ambiguità contro i clan. Una posizione che oggi lo porta a una rottura netta con l’amministrazione guidata dal sindaco Vicinanza, giudicata «non all’altezza» della sfida rappresentata dalla presenza della criminalità organizzata sul territorio.
Al centro delle accuse ci sono le inchieste della magistratura, che – secondo Ruotolo – confermerebbero quanto già denunciato dall’Osservatorio sulla camorra stabiese. In collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II e con il professor Luciano Brancaccio, sarebbero stati analizzati in modo scientifico i flussi elettorali delle ultime elezioni comunali, ricostruendo anche dinamiche del passato. Dall’analisi emergerebbe una concentrazione di consensi per alcuni consiglieri della maggioranza di centrosinistra nei quartieri caratterizzati da una più forte presenza dei clan.
Un quadro aggravato, secondo l’ex consigliere, da parentele, relazioni e contiguità che renderebbero ancora più inquietante la situazione. A questo si aggiungono le minacce ricevute, i silenzi del sindaco e i tentativi – attribuiti a esponenti sia della maggioranza sia dell’opposizione – di spingerlo alle dimissioni.
Nel mirino finiscono anche episodi simbolici, come i festeggiamenti per la promozione della Juve Stabia avvenuti, secondo l’accusa, nei pressi del quartier generale di un clan camorristico, e il successivo tentativo del primo cittadino di attribuire alla polizia responsabilità che Ruotolo definisce politiche. Un contesto descritto come quello dei «colletti grigi e della borghesia silente».
Particolarmente duro l’attacco sulla formazione della coalizione elettorale. Ruotolo parla di una prima fase in cui sarebbero stati individuati nomi da tenere distanti, seguita da una seconda fase in cui, per vincere, si sarebbe scelto di includere tutti, superando anche le perplessità del Partito Democratico e di autorevoli esponenti parlamentari. «È tutto documentato – sostiene – la responsabilità della composizione della coalizione è interamente del sindaco».
Critiche anche al linguaggio e all’atteggiamento del primo cittadino, che si sarebbe presentato come l’“ultimo samurai” senza però rispondere nel merito alle questioni sollevate nella lettera di dimissioni. Tra gli episodi citati, la presenza al brindisi di fine anno in Consiglio comunale di un consigliere indicato come parente di un pregiudicato del clan D’Alessandro, la cui voce comparirebbe – secondo gli atti – in intercettazioni della Direzione distrettuale antimafia.
La vicenda ha inevitabili ricadute politiche. Lunedì il gruppo consiliare del Partito Democratico, insieme al segretario cittadino Dinacci, si riunirà per decidere la linea politica futura da assumere e valutare la permanenza nella maggioranza. Sul fronte dell’opposizione, intanto, Gennaro Sangiuliano, già ministro della Cultura e oggi capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, invoca – così come avvenuto a Torre Annunziata – l’arrivo di una commissione d’accesso anche a Castellammare di Stabia.
Una richiesta che, se accolta, segnerebbe un passaggio delicatissimo per la città. Intanto, le dimissioni di Ruotolo aprono una nuova fase di scontro politico e istituzionale, mentre resta alta l’attenzione sul lavoro della magistratura e sul futuro dell’amministrazione comunale.


















































































