Incendio al Teatro Sannazaro: aperta inchiesta, attese le perizie
Servirà una perizia tecnica per stabilire con certezza le cause e il punto d’innesco del grave incendio che ha completamente distrutto il Teatro Sannazaro e alcuni appartamenti nelle vicinanze.
Sul rogo divampato in via Chiaia la Procura di Napoli — guidata dal procuratore Nicola Gratteri, con l’aggiunto Antonio Ricci e il sostituto Mario Canale — ha aperto un’inchiesta. È stato notificato un primo avviso alle parti offese individuate tra proprietari e gestori degli immobili coinvolti, atto che consentirà loro di nominare consulenti di parte per seguire le attività tecniche.
Al momento il fascicolo resta aperto contro ignoti per il reato di incendio colposo. Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato di polizia San Ferdinando e dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli. Gli investigatori hanno già ascoltato diversi residenti e acquisito filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona, nel tentativo di ricostruire con precisione la dinamica del rogo. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un corto circuito, ma non vengono escluse altre piste, compresa quella dolosa.
Vertice in Prefettura e area in sicurezza
Si è riunito il Centro Coordinamento Soccorsi convocato dal prefetto Michele di Bari. Durante l’incontro in Prefettura, i Vigili del Fuoco hanno comunicato di aver completamente domato le fiamme e messo in sicurezza l’area.
La viabilità in via Chiaia è stata ripristinata e ai titolari delle attività commerciali è stato consentito di rientrare nei locali. Anche la Chiesa di Santa Maria della Mercede, non coinvolta direttamente dall’incendio, può riprendere regolarmente le funzioni religiose dopo la chiusura precauzionale.
Restano tuttavia sotto sequestro le zone interessate dal rogo e i vari immobili coinvolti, alcuni dei quali dovranno essere sottoposti a verifiche statiche e ad ulteriori accertamenti tecnici disposti dalla Procura. Forze dell’ordine e Polizia Locale continuano a presidiare l’area giorno e notte per prevenire episodi di sciacallaggio.
Monitoraggio Arpac: valori sotto la soglia
Intanto l’ARPAC ha diffuso i primi risultati del monitoraggio su diossine, furani e policlorobifenili dispersi in atmosfera nel quartiere Chiaia, avviato dalla mattina del 17 febbraio dopo l’incendio.
Dopo il primo campionamento di 24 ore, i dati dell’Arpa Campania escludono un’esposizione significativa alle diossine: la sommatoria delle concentrazioni rilevate è pari a 0,031 picogrammi per normal metro cubo in termini di tossicità totale equivalente, valore ampiamente inferiore al livello di riferimento.


















































































