Una rondine … incontro con Valerio Tramontano
Un nuovo appuntamento letterario dove incontriamo Valerio Tramontano che si racconta e condivide la sua esperienza in occasione della pubblicazione del suo componimento all’interno dell’antologia Una rondine al tetto, edita L’ArgoLibro.
Valerio Tramontano è un giornalista pubblicista e autore audiovisivo specializzato nella narrazione del sociale e dell’inclusione. Attraverso il progetto ‘‘Oltre la rampa” vincitore Premio Giornalistico Comunicazione sulla Disabilita’ della Regione Campania (2025), coniuga la scrittura giornalistica con la potenza del linguaggio cinematografico, con l’obiettivo di documentare storie di resilienza e cittadinanza attiva. La sua ricerca artistica e professionale si concentra sull’abbattimento delle barriere – fisiche e culturali – e sulla promozione di una narrazione della disabilità lontana dai pietismi, intesa come risorsa e diritto fondamentale.
Tra i suoi traguardi più significativi si annoverano:
• Finalista al Premio Nazionale “Bomprezzi-Capulli” (edizione 2026): Riconoscimento di eccellenza nel panorama del giornalismo sociale italiano, ottenuto per la capacità di valorizzare le “notizie positive” e l’impegno sui temi dell’inclusione;
• Vincitore Terzo Posto Nazionale “Lifeability For Humanities” Lions Award Milano 11 Giugno 2026 col il racconto “Fuorigioco dall’Ombra”;
• Vincitore XIV Premio Internazionale Letteratura Contemporanea – Roma in Campidoglio con il Racconto “Il Ritmo Incantevole del Vetro” 05 Giugno 2026;
• Il 15 Aprile 2026 organizza a Frattamaggiore (Na) il Convegno sulla Disabilita’ e Inclusione ‘Ventiquattromilapassi Verso L’Inclusione” dove viene firmato con il Garante della Regione Campania un decalogo sull’Inclusione;
• Il 13 Aprile 2026 il suo racconto letterario “Un Raggio Fraterno nel Mosaico della Vita” viene selezionato e premiato con l’inserimento nell’Antologia “Una Rondine al Tetto” pubblicata dalla Case Editrice L’Argolibro;
• Il 12 Aprile 2026 il suo racconto letterario “Le Cicatrici Invisibili di Maria” viene premiato a Cesena al ‘’Festival Malatestiano 2026’’ e inserito all’interno dell’Antologia di Historica Edizioni “No alla Violenza Contro le Donne”;
• Il 12 Dicembre 2025 riceve il Premio Giornalistico Comunicazione sulla Disabilita’ della Regione Campania presso la Fondazione Banco di Napoli;
• Autore del documentario “Fuorigioco dall’Ombra – La Rivoluzione a Colori del Kodokan”: Un’opera multimediale che esplora lo sport come catalizzatore di autonomia e responsabilità civica, trasformando il campo da gioco in una metafora di equità sociale;
• A Gennaio 2026 riceve la “Menzione speciale” al Concorso Nazionale di Poesia “Natale nel Borgo” Basico’ Messina con la Poesia “Ed e’ Natale”.
Valerio Tramontano ha realizzato, in passato, diverse serate spettacolo UNICEF a scopo sociale. Il suo lavoro è guidato dalla convinzione che l’inclusione non sia un gesto di carità, ma un impegno costante nella costruzione di una “società accessibile”, dove ogni individuo possa correre la propria gara alla stessa altezza degli altri.

Qual è la sua emozione nel veder pubblicata la sua opera sull’Antologia ‘Una rondine al tetto’?
Vedere le proprie parole stampate su carta, custodite all’interno di un’antologia cosi’ evocativa, è sempre un’emozione profonda. Significa dare una dimora a un pensiero che prima era solo mio e che ora, finalmente, appartiene a chiunque abbia voglia di leggerlo e lasciarsi emozionare.
Come ha scelto il suo componimento per partecipare a tale iniziativa letteraria?
Ho cercato qualcosa che avesse un legame forte con Dio e il senso di appartenenza alla fede attraverso le immagini della memoria. Volevo un testo che non fosse semplicemente un esercizio di stile, ma che portasse con sé una verità emotiva.
Com’è nato il suo amore per la scrittura?
Il mio amore per la scrittura è nato come un bisogno: quello di mettere ordine nel caos dei miei pensieri e di dare una forma tangibile ai ricordi. In tutto questo mi ha aiutato anche la mia passione per il cinema. Ho sempre guardato al cinema e alla scrittura come una dinamo capace di riaccendere il passato, un modo per custodire le storie delle persone che ho amato e i luoghi che mi porto dentro.
Qual è la scintilla che scaturisce in Lei per trovare l’ispirazione per scrivere?
L’ispirazione per me nasce spesso dai dettagli quotidiani: un raggio di sole che taglia la penombra di un vicolo, lo sguardo di uno sconosciuto in una piazza affollata, o un riflesso di luce. Ma sono convinto che la scintilla più potente sia la nostalgia: il desiderio di colmare i vuoti della vita e di trasformare le mancanze personali in storie universali in cui chiunque possa riflettersi.
Quale scrittore o poeta ama in modo particolare?
Non c’e’ un autore in particolare. Mi piacciono profondamente gli autori che sanno unire la precisione della parola a una lirica ben delineata, capaci di raccontare la dignità delle cose piccole, nascoste, e il legame indissolubile con la propria terra d’origine. Per fare un esempio: Erri De Luca. Tra gli autori classici ho sempre seguito con grande attenzione i grandi Pascoli e Leopardi.
Qualora avesse la possibilità di partecipare una nuova volta a ‘Una rondine al tetto’ lo farebbe nuovamente?
Assolutamente sì. Credo che i progetti corali come questo siano fondamentali: uniscono voci diverse in un unico coro, creando uno spazio sacro in cui la poesia e la narrativa tornano a essere un perimetro di ordine e bellezza nel mondo esterno.
Nuovi progetti letterari?
Ho appena concluso la stesura di un racconto molto intimo e importante per me, intitolato “Il Teorema della Dispersione del Blu”. È una storia ambientata nel cuore di Napoli, incentrata sulla figura di un vecchio orologiaio e sulla sua eredità spirituale, che ho dedicato a mio padre venuto a mancare durante il Covid.
Patricia Luongo



















































































