Forza Italia, il congresso della resa dei conti: Martusciello verso la leadership, ma il partito si divide
A Napoli l’appuntamento regionale. Il candidato unico ostenta sicurezza, ma quattro esponenti azzurri contestano metodo e numeri: «Servono trasparenza e regole uguali per tutti»
NAPOLI – Più che un congresso, rischia di diventare un vero e proprio regolamento dei conti interno. È questo il clima che accompagna Forza Italia verso l’appuntamento regionale in programma mercoledì prossimo, alle 15, all’Hotel Continental di Napoli.
Fulvio Martusciello, commissario regionale e al momento candidato unico alla guida del partito campano, ostenta sicurezza e punta su una rete di consensi che, secondo i suoi sostenitori, non lascerebbe spazio a sorprese.
Ma sotto la superficie, le tensioni non sembrano affatto sopite.
A contestare il percorso congressuale sono quattro esponenti di primo piano del partito: i deputati Pino Bicchielli e Annarita Patriarca, il senatore Raffaele De Rosa e il consigliere regionale Livio Petitto.

In un documento diffuso nelle ultime ore, i quattro mettono in discussione soprattutto le modalità con cui si è arrivati al congresso, la certezza della platea degli iscritti e la trasparenza dei numeri.
«Non una conta di tessere»
La critica è netta. Secondo i quattro esponenti azzurri, quello che avrebbe dovuto essere un momento di confronto politico rischia di trasformarsi in un appuntamento segnato dalle divisioni.
Il timore espresso è che il congresso possa ridursi a una «conta tra pacchetti di tessere», mentre – sostengono – permarrebbe incertezza sulla platea degli iscritti e degli aventi diritto.
Nel documento viene contestata anche la presunta raccolta di firme attraverso WhatsApp, elemento che, secondo i firmatari, contribuirebbe ad alimentare dubbi sulle procedure seguite.
Il punto centrale della loro posizione è però un altro: prima dei numeri vengono le regole.
«Un congresso deve unire attraverso il confronto, consentire a tutti di partecipare nelle stesse condizioni e offrire al partito una prospettiva politica», sostengono.
Martusciello parte forte
Sul fronte opposto, la candidatura di Martusciello appare, almeno sulla carta, fortemente strutturata.
La platea congressuale viene indicata in circa 12mila iscritti e, secondo il quadro regolamentare richiamato nel confronto interno, una candidatura dovrebbe raccogliere un consenso minimo del 15% in ciascuna provincia.
I sostenitori dell’europarlamentare rivendicano numeri molto significativi: in tre province il sostegno a Martusciello sarebbe superiore all’85%.
Ma soprattutto viene messa sul tavolo una cifra destinata a pesare politicamente: 490 rappresentanti istituzionali campani avrebbero sostenuto la candidatura.
A renderlo noto è Guido Milanese, responsabile Enti locali di Forza Italia, che cita sindaci, consiglieri provinciali e consiglieri comunali dei capoluoghi.
Numeri che, se confermati dalla platea congressuale, consegnerebbero a Martusciello una posizione di grande forza.
«Ogni giorno numeri diversi»
È proprio questa guerra di cifre a non convincere l’area critica.
Bicchielli, Patriarca, De Rosa e Petitto denunciano infatti una situazione nella quale «ogni giorno da un mese» verrebbero diffusi dati differenti su iscritti, firme, amministratori e giovani.
Una situazione che, secondo i quattro, renderebbe ancora più urgente una verifica trasparente dei dati.
La richiesta non è dunque quella di bloccare il congresso, ma di arrivare all’appuntamento con una platea certa, regole chiare e condizioni di partecipazione uguali per tutti.
I quattro esponenti affermano inoltre di aver rappresentato più volte le proprie perplessità al segretario nazionale Antonio Tajani, senza aver ricevuto, secondo quanto da loro riferito, una risposta.
Il nodo politico va oltre Martusciello
Dietro lo scontro sulle procedure c’è però una questione politica più ampia.
Il congresso dovrà infatti stabilire non soltanto chi guiderà formalmente Forza Italia in Campania, ma anche quali saranno i rapporti di forza interni nei prossimi anni.
Martusciello arriva all’appuntamento forte di un consenso istituzionale che i suoi sostenitori definiscono ampio e trasversale sul territorio.
L’area critica, invece, sembra voler utilizzare il congresso per chiedere un cambio di metodo e una maggiore partecipazione della classe dirigente locale.
Il risultato, dunque, potrebbe essere già scritto sul piano della leadership, ma non necessariamente su quello degli equilibri politici interni.
E mentre il partito discute, arriva il «Pantheon» azzurro
La macchina organizzativa, intanto, procede senza rallentamenti.
Domani, alle 15.30, all’Hotel De Bonart di Napoli, sarà presentato il «Pantheon di Forza Italia in Campania», un elenco di sedici personalità, tra viventi e scomparse, indicate come punti di riferimento della tradizione politica e culturale del partito.
Tra i nomi anticipati figurano l’imprenditore Ciro Paone, l’ex sottosegretario Giuseppe Gargani, Benedetto Croce, l’ex presidente della Repubblica Giovanni Leone e l’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato.
Spazio anche a una figura legata alla storia sportiva del Napoli: l’ex calciatore Francesco Palo, ricordato per un gol che tenne gli azzurri in corsa nella lotta scudetto contro la Juventus.
La vera sfida comincia dopo il congresso
Il punto politico, alla fine, potrebbe essere proprio questo.
Se Martusciello dovesse essere eletto, la vera sfida sarebbe ricomporre un partito nel quale le frizioni sono ormai emerse pubblicamente.
Perché un congresso può assegnare una leadership, ma non necessariamente risolvere le divisioni.
E in Campania Forza Italia sembra arrivare all’appuntamento con una domanda ancora aperta: il congresso servirà a rafforzare il partito o rischierà di rendere ancora più evidente la distanza tra le diverse anime azzurre?
La risposta arriverà dalle urne congressuali. Ma il confronto, quello politico, è già cominciato.


















































































