Aniello Di Marzo ricorre al prefetto per decidere se convocare il Comunale. Individuate alcune lacune circa la sfiducia della carica del Presidente del Consiglio.
Aniello Di Marzo ricorre al Prefetto per decidere se convocare il Consiglio
Aniello Di Marzo, consigliere comunale del PD e attualmente presidente del Consiglio Comunale di Frattamaggiore alla richiesta della minoranza consiliare di convocare una seduta di consiglio con all’ordine del giorno la mozione di sfiducia del presidente stesso, ricorre per il tramite del Segretario generale del Comune, dott. Pietro Dragone al prefetto Valentini di Napoli.
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La mozione di sfiducia e la richiesta di consiglio comunale trovarla sua genesi nei postumi degli effetti della seduta di consiglio del 19 aprile sempre convocato dalla minoranza con argomento monotematico, la situazione raccolta rifiuti. La seduta del 19 aprile si concluse subito dopo l’avvio con la decisione assunta dalla maggioranza di abbandonare l’aula è far venire meno il numero legale dopo la dichiarazione del primo cittadino di invitare ad abbandonare i lavori consiliari, in quanto la problematica poteva essere affrontata senza ricorrere necessariamente alla presenza in consiglio comunale.
La minoranza risponde al Presidente: lo scenario
Il comportamento del Presidente non è stato digerito dalla minoranza. Parte della stessa con guida dell’ex sindaco Francesco Russo, ha raccolto cinque firme per convocare il consiglio per sfiduciare il Di Marzo. Il motivo? Mancanza di equità nella conduzione del consiglio. Aniello Di Marzo però non è rimasto a guardare. Non sottraendosi alle sue responsabilità istituzionali ha individuato assieme al Segretario Dragone delle lacune regolamentari in merito alla sfiducia della carica del Presidente del Consiglio.
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Una lacuna prevista all’interno dello statuto, ma non precisamente in sede di regolamento di Consiglio Comunale. Alla luce di questi dubbi interpretativi, il Di Marzo ha preferito sollecitare il segretario ad interrogare il prefetto su come comportarsi in merito, in particolare sul rispetto dei quorum necessari per la sfiducia. La minoranza composta da Russo, Rossi, D’Ambrosio, Teore Grimaldi e Domenico Di Marzo (cugino di Aniello) attraverso i media non ha mancato di far intendere che, in assenza di provvedimenti in merito, nei tempi previsti dalla normativa proverà ad invocare l’intervento del Prefetto. Adesso si attende la decisione di Valentini, su cosa deciderà in merito.


















































































