Una scuola sempre aperta
Una scuola sempre aperta
Sabato ufficialmente è finito l’anno scolastico 2020/2021. Ma per me che sono un maestro della primaria propongo l’apertura di una scuola perenne, che non chiuda mai.
Una scuola che deve avere le luci accese fino alle 10 di sera.
Finito l’anno scolastico regolare bisogna progettare e programmare che la scuola sia aperta anche per i mesi estivi. È necessario perché dobbiamo renderci conto che la scuola è il luogo ideale dove ragazzi crescono si formano e si preparano al futuro. Non deve essere qualcosa di locale straordinario, fatto da associazioni, parrocchie o scuole come quest’anno con i progetti estivi ma a scelta libera. Deve diventare invece un punto fermo della programmazione didattica educativa di tutta la scuola nazionale.
Con la chiusura dell’anno scolastico ufficiale si comincia dal lunedì successivo con programmazioni didattico/educativo-ludiche dove i ragazzi riconquistano il piacere di stare insieme, di guardarsi, di parlarsi, di condividere attraverso qualsiasi attività che può essere liberamente organizzata ufficialmente, istituzionalmente.
Ogni scuola perentoriamente deve organizzare attività in estate con le associazioni, con le parrocchie, ma investite in modo ufficiale tutte contemporaneamente nessuno escluso.
E questo non vale solo per i comuni quartieri delle città definite ‘difficili’ ma per tutti da nord a sud al centro. Dalla periferia e centro cittadino, dalle grandi città ai piccoli borghi indistintamente.
È un’occasione da dare non solo ai ragazzi che non possono andare al mare o ai centri sportivi a pagamento ma un’opportunità da dare a tutti ragazzi di continuare a stare insieme e recuperare questo senso della comunità che si è perso stando a casa davanti al computer, davanti a telefonini, davanti ai giochi.
Fare comunità, stare insieme, condividere, contagiarsi di idee, di parole, di gesti. È importante che non sia un fatto isolato o lasciato alla decisione libera di ogni scuola, deve essere programmato come una parte importante del programma educativo nazionale della scuola italiana.
Tra l’altro si possono formare educatori, animatori che possono diventare, attraverso queste esperienze estive il futuro della scuola degli insegnanti. Questo connubio continuo annuale deve diventare un’opportunità per i ragazzi. La scuola che è deputata alla formazione dei ragazzi devi farsi carico di questa organizzazione, deve farsi carico di questa progettualità.
Nessuno escluso: Governo, regioni e comuni. La scuola ha questo compito e lo deve assolvere non solo per nove mesi all’anno ma per dodici mesi all’anno continuamente senza sosta.
La società ha un debito di confronti dei ragazzi in formazione e non può essere una formazione, un’educazione a tempo determinato ma indeterminato.
Antonio Trillicoso


















































































