Chiesto l’ergastolo con 18 mesi di isolamento diurno per Alessandro Impagnatiello. La sentenza della Corte d’Assise presieduta da Antonella Bertoja è attesa per lunedì 25 novembre,proprio nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La richiesta da parte del pm Alessia Menegazzo e della procuratrice aggiunta Letizia Mannella,che hanno coordinato le indagini dei carabinieri, è arrivata al termine di una lunga requisitoria della pm, che parlato di un «viaggio nell’orrore» ripercorrendo la storia dell’omicidio di Giulia Tramontano. Dieci mesi dopo l’inizio del processo, dopo decine di testimonianze e l’interrogatorio dell’imputato, dopo una perizia psichiatricadisposta dal Tribunale che ha dichiarato il barman sano di mente, si sta così per chiudere il processo per l’omicidio di Giulia Tramontano nel maggio di un anno fa.
Per la procura, Impagnatiello era lucido quando ha ucciso la compagna e i tratti della personalità narcisistici, psicopatici e manipolatori non hanno avuto, a parere dei magistrati, alcuna influenza sulla capacità di intendere e volere dell’imputato. Il delitto secondo i pm è aggravato dalla crudeltà, dai futili motivi e anche dalla premeditazione: Impagnatiello aveva programmato di uccidere Giulia e il piccolo Thiago già a dicembre 2022 con la somministrazione di veleno e ammoniaca. Giulia ha firmato la propria condanna a morte quando ha comunicato all’imputato che aspettava un bambino», ha detto durante la requisitoria la pm Alessia Menegazzo. Impagnatiello ha «semplicemente cambiato la strategia in un progetto già premeditato, cominciato con l’avvelenamento di Giulia e Thiago dal dicembre 2022, e dopo l’incontro tra lei e l’altra ragazza lui ha colto l’occasione al volo, come un giocatore di scacchi ha fatto l’ultima mossa». La pm ha aggiunto che quel giorno lui «ha messo in scena la scomparsa di Giulia» Tramontano, «ha reso cenere il cadavere per cancellare ogni prova», e così Giulia «sarebbe stata l’ennesima donna scomparsa». Come prima di ogni udienza anche oggi la mamma di Giulia, Loredana Femiano ha scritto sui social un ricordo struggente della figlia: «Non è più il tempo di orrore, non è più il tempo di bugie, di egoismo e cattiveria chiunque ti abbia incrociato nel percorso della vita conserva oggi un dolce ricordo segno indelebile nella sua anima». Anche la sorella Chiara ha ricordato la giovane vittima, uccisa mentre era incinta al settimo mese del piccolo Thiago: «Non c’è giorno in cui non ci manchi. Il tuo ricordo è la nostra forza, la tua assenza il nostro silenzio più profondo. Sei parte di noi, oggi e per sempre».
Maria De Rosa
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