Qualche settimana fa un giovane napoletano Vincenzo Nocerino e la fidanzata iraniana Vida Shahvalad morirono per le esalazioni del gas di scarico della autovettura del ragazzo,nel box dove si erano rinchiusi per avere un po’ di intimità.Una morte assurda. Nonostante il dolore della perdita, Alfredo Nocerino il padre di Vincenzo, che trovò i corpi senza vita dei due giovani, aveva affrontato la stampa iraniana per difendere l’onore di Vida, dipinta come una ragazza “dai facili costumi”, scatenando la reazione del padre affranto. “Alcuni giornalisti iraniani, malinformati, hanno distorto la realtà.

Per me, Vida era come una figlia, una ragazza meravigliosa la cui memoria non merita di essere macchiata.”” aveva dichiarato in un’intervista in risposta ai media che avevano criticato la ragazza sollevando un caos mediatico sul rientro della salma in patria. Nocerino, secondo quanto raccontano le decine di persone accorse sul luogo del suicidio, era devastato da quel lutto che non era riuscito ad elaborare.
La comunità di Secondigliano ora piange la perdita di un altro dei suoi cittadini, segnata dalla tragedia e dal coraggio di un padre che dopo aver difeso l’onore dei suoi cari non è riuscito a rassegnarsi al dolore ed oggi si tolto la vita allo stesso modo: con le esalazione dei gas di scarico di quella stessa autovettura in cui i due fidanzati hanno trovato la morte e nello stesso garage.La sofferenza alla fine è stata più forte di ogni altro sentimento, tanto da vedere nella morte una vera liberazione.
Maria De Rosa



















































































