di Antonio Parrella
“L’Italia è da sempre una straordinaria terra di accoglienza dei migranti, che hanno diritto alla protezione internazionale, persone fragili che arrivano dai Paesi africani ed asiatici soprattutto, dove corrono gravi pericoli per la loro incolumità a causa di guerre, carestie, persecuzioni razziali e religiose, eccetera, e che, evidentemente, vanno accolti ed integrati in società dove possono avere la possibilità di costruirsi un futuro dignitoso”.

Sono le parole del prefetto Filippo Dispenza (Coordinatore della Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Caivano da circa otto mesi, dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche), nel corso del suo intervento alla “Giornata Mondiale del Rifugiato, manifestazione svoltasi a Caivano, presso la Villa Falcone e Borsellino.

All’evento, promosso da Comune di Caivano, Sai (Sistema accoglienza integrazione), parrocchia di “San Pietro Apostolo”, cooperativa sociale “Tasmjla” e società cooperativa sociale “Idea”, oltre al prefetto Dispenza, sono intervenuti, tra gli altri, don Peppino Esposito (parroco della chiesa di San Pietro Apostolo), Massimo Mola (presidente di Idea Società Cooperativa Sociale) e Cristina Oliviero (presidente cooperativa sociale “Tasmjla”).
“Naturalmente – ha proseguito il commissario Dispenza – i notevoli flussi migratori che hanno interessato il nostro Paese, e l’Europa in generale, devono farci porre molte domande, sul perché da alcuni decenni stia accadendo tutto questo. E devono anche farci comprendere che l’Italia, da sola, non può affrontare tutte le dinamiche (sociali, politiche, economiche, culturali) afferenti al fenomeno migratorio. E, pertanto, sarebbe opportuno, se non necessario, che i Paesi, ad esempio facenti parte dell’Unione Europea, in questa regione del mondo, adottassero criteri e parametri quanto più possibile oggettivi per la suddivisione dei migranti che arrivano nel nostro Paese, quasi sempre vittime di tratta ad opera di criminali senza alcuno scrupolo. E questi parametri (densità media della popolazione, ricchezza nazionale, estensione territoriale, ecc. ad esempio), una volta doverosamente accolti da tutti i Paesi UE, potrebbero consentire la realizzazione di una seria politica internazionale migratoria”.

“Senza dimenticare – ha concluso il prefetto Dispenza – che l’ideale sarebbe sostenere, dai parte dei Paesi più ricchi, uno sviluppo sociale, economico, politico e culturale dei Paesi di provenienza e transito dei flussi migratori. Ed in questo senso credo vada il cd « Piano Mattei » che, il Governo Italiano, stia proponendo nei più importanti e decisivi Fori internazionali”.

Ma, durante la manifestazione, don Peppino, Esposito, Mola e Oliverio, hanno parlato anche di “formazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo, orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale, orientamento e accompagnamento legale e tutela psico-socio-sanitaria”.


Poi, dopo alcune dirette testimonianze di persone rifugiate, che hanno aderito al relativo progetto di integrazione, un buffet (davvero rifocillante, visto il torrido clima!) ed il via libera per il laboratorio musicale, per i giochi senza frontiere e per il laboratorio di disegno Mendhi.


Presentato anche il libro dal titolo “Quello che resta” (edizioni Melagrana), che raccolta le vicissitudini di alcuni rifugiati.





















































































