Elena Cecchettin: niente minuto di silenzio bruciate tutto. Oggi in tutte le scuole italiane alle 11.00 si è osservato un minuto di silenzio per la morte di Giulia Cecchettin uccisa con 20 coltellate al collo e alla testa dall’ex fidanzato Filippo Turetta adesso in carcere in Germania.
Elena la sorella è stata ospite di Eleonora Daniele a Storie Italiane e con calma disarmante, ma con la voce rotta dalla disperazione ha manifestato l’urgenza per la tutela di tutte le donne di una rivoluzione rivolgendosi soprattutto agli uomini invitandoli a diventare sentinelle a difesa delle donne. Le sue parole: “Secondo me c’è bisogno di una rivoluzione culturale, nel senso che viviamo in una società che accetta troppo e in cui il ruolo della donna è costantemente sminuito. Subiamo troppe ingiustizie e non riceviamo giustizia per quello che ci succede. Non è giusto che passando davanti a un bar ci siano persone che fischiano o fanno commenti. Non è giusto e quelle persone non dovrebbero farlo. Noi non dovremmo cambiare strada per evitare di sentirli. Giulia mi faceva sempre cambiare strada quando passavamo di fronte a un certo bar, ma non è giusto che dobbiamo modificare il nostro percorso. Dovrebbero essere educati e sapere che è una mancanza di rispetto enorme. Noi abbiamo il diritto di essere rispettate, anche se siamo donne, anche se pensano che valiamo di meno. Ma non è così, noi meritiamo rispetto.”.

È il momento di dire basta, serve una rivoluzione. Elena parlando di Filippo Turetta dice”In questi giorni si è sentito parlare di lui come se fosse un mostro, come un malato, ma mostro non è, perché il mostro è l’eccezione della società”. Il mostro è “quello che esce dai canoni di quella che è la nostra società”, mentre lui è “un figlio sano della società patriarcale che è pregna della cultura dello stupro”. La cultura dello stupro è “quell’insieme di azioni che sono volte a limitare la libertà della donna, come controllare un telefono, essere possessivi”. La scrittrice Valeria Parrella ha paragonato Elena ad Antigone, la protagonista della tragedia di Sofocle. In un post sui social, Parrella ha dedicato alcune parole a Elena e alla sua lotta. L’altro giorno pensavamo tutte a Elena Cecchettin, e oggi è lei che sta pensando a tutte noi. Ogni tanto, nella storia, una Antigone si alza accanto al corpo di chi deve seppellire e va davanti al coro del popolo e davanti al tiranno, e dimostra che quel dolore può essere lotta.” Oggi quella lotta deve essere la lotta di tutto il mondo che ancora crede nell umanità, nel rispetto e nella parità di genere. non è più il momento delle parole non è più il momento delle cioccolate, è giunto il momento che ognuno faccia qualcosa e dia il proprio contributo, quantomeno segnalando le criticità agli organi presenti sul territorio, tra forze dell’ordine, centri antiviolenza, associazioni a difesa delle donne, avvocati del diritto di famiglia, servizi sociali, parrocchie, è necessario che nella rete di protezione delle donne ognuno di noi entri a far parte e a dare il proprio contributo.
Maria De Rosa


















































































