Elezioni Melito di Napoli. Caro centrosinistra, svegliati e abbandona il “metodo 2017” …

Elezioni Melito di Napoli. Caro centrosinistra, svegliati e abbandona il “metodo 2017” …

Gira e rigira ed eccoci al punto di partenza. Dopo la sfiducia all’ex sindaco facente funzioni Luciano Mottola, cade il buio. Un buio politico, sia chiaro. Oltre alle legittime aspirazioni personali. Il centrosinistra di questo passo rischia di ripetere il crac 2017. Quando a margine del la sfiducia all’ex sindaco Carpentieri, ciò che rimase dell’ex maggioranza si spaccò in 3 tronconi. Capitanati da D’Angelo, Caiazza e Carpentieri. Regalando la vittoria all’ex sindaco Amente scomparso qualche mese fa. Un modo di fare che si ripete. Un film già visto. Giorno dopo giorno. La verità delle verità è che il centrosinistra non ha ancora un programma, né un candidato sindaco che riunisca la coalizione. Mancano 6 mesi al voto. Cinque mesi alla presentazione delle liste. Le restrizioni legate alla pandemia non possono e non devono rappresentare un ostacolo al pensiero. Ma in questo modo l’ex opposizione consiliare rischia l’harakiri per l’ennesima volta. Al netto delle rispettive ambizioni personali. Proviamo a tirare fuori un po’ di nomi.

L’ex sindaco ed ex consigliere di minoranza Venanzio Carpentieri è in campo per una nuova candidatura a sindaco. Manca l’ufficialità ma l’ex segretario del Pd provinciale non ha mai nascosto una nuova chance. Soprattutto dopo la disfatta del 2017. Un altro aspirante alla fascia tricolore è senza ombra di dubbio Lello Caiazza. Anch’egli candidato sindaco alle ultime elezioni sostenuto da Dema, il movimento politico del sindaco De Magistris, e da altre 2 liste civiche. Stesso copione, stessi risultati. Caiazza, così come Carpentieri, è una figura storica del centrosinistra melitese degli ultimi 15 anni. Ma anche per lui il 2017 fu fatale. Un disastro assoluto. Sconfitto al primo turno. Il resto è storia nota. Altra aspirazione da non sottovalutare riguarda il giovane Nunzio Marrone, ex Presidente del Consiglio Comunale poi passato all’opposizione. Marrone è stato candidato alle ultime elezioni regionali nella lista “Fare Democratico” a sostegno del governatore De Luca. Ottenendo 1665 preferenze. Di cui 1022 nella sola Melito. Un dato elettorale che lo proietta ad ambizioni importanti per la fascia tricolore. Tutto legittimo, sia chiaro. Tanti nomi. Forse troppi. Ma che non fanno rima con unità. Storicamente le coalizioni guidate dall’ex sindaco Amente trionfavano cavalcando le divisioni interne al centrosinistra. Questa è storia. Che ha avuto il suo culmine nel fatidico 2017.

L’impressione è che di questo passo si rischi un nuovo cataclisma. Una nuova Waterloo che possa annientare (politicamente) il centrosinistra locale. Una roba che avrebbe dovuto far riflettere i vertici melitesi. E invece no. Mancano 6 mesi al voto. In politica significa dopodomani. E’ possibile che il centrosinistra non riesca ad allargare il perimetro delle alleanze e delle candidature? Perennemente ostaggio delle ambizioni personali che, in questo modo, restringono la possibilità di garantire un’alternativa ampia e netta. E la prova conclamata è il dejavu del 2017. L’annus horribilis. Tutti chiusi a riccio nelle proprie “mini coalizioni” per spianare un’autostrada all’ex primo cittadino Amente. Possibile che il centrosinistra non riesca a riunirsi in una figura che possa rappresentare il centrosinistra unito e vincere le elezioni? Da che mondo è mondo il centrosinistra in città vince quando si presenta unito agli elettori. Con una proposta di governo valida e intrisa di valori. E possibilmente mettendo da parte qualche velleità personale in favore di una prospettiva concreta. Dall’altra parte della barricata Mottola (si vocifera di 8 liste a sostegno) è in campagna elettorale. Giovane, dinamico e con voglia di indossare la fascia tricolore. Caro centrosinistra, svegliati dal sonno …

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