Giugliano, la resistenza nella terra dei fuochi

La resistenza nella terra dei fuochi

Il 25 aprile, il presidente della Repubblica, Sergio Matterella, ha partecipato ad Acerra alla cerimonia per l’anniversario della Liberazione, ricordando anche l’eccidio del ‘43.

E proprio a margine della celebrazione in ricordo dei martiri della Resistenza, il vescovo della diocesi di Acerra, monsignor Antonio Di Donna non ha nascosto la delusione per le poche parole espresse dal Presidente Mattarella, sull’inquinamento ambientale nella terra dei fuochi, di cui Acerra fa parte. La Resistenza, qui, vuol dire liberarsi dall’inquinamento ambientale, che produce i suoi martiri e i suoi morti. Deluso dalle poche parole su un tema così delicato, ha dichiarato il vescovo per poi aggiungere: Voglio molto bene a Mattarella, ma mi aspettavo maggior riferimento all’inquinamento ambientale. Ne ha parlato all’inizio, due parole. Poi è finito tutto lì. Un po’ pochino.

Poche parole, quelle pronunciate anche dal presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, e anche in questo caso Monsignor Di Donna si è detto particolarmente deluso “dall’onorevole De Luca, che ha parlato di Terra dei fuochi al passato e ha detto che questo territorio oggi è fortemente monitorato. Non è vero. È monitorato per certi aspetti, non c’è più l’interramento dei fusti tossici come 30 anni fa, ma ci sono altri aspetti: i roghi tossici, l’inquinamento dell’aria e il fatto che la Regione continua a dare autorizzazioni ad aziende che trattano rifiuti tossici e che chiedono di venire qui nel nostro territorio. Ma almeno il presidente De Luca è stato coerente, perché la posizione della Regione Campania è da sempre negazionista: non dobbiamo parlare di Terra dei fuochi perché ci facciamo del male e danneggiamo i nostri prodotti, e se ne parliamo lo facciamo al passato, come stamattina

Insomma, ad Acerra ci si aspettava una presa di posizione dura da parte della politica, soprattutto adesso che la stagione dei roghi sta ricominciando a far sentire la sua puzza in tutto l’hinterland, ascoltare il governatore De Luca parlare al passato della Terra dei fuochi, come un problema ormai risolto, suona come una vera e propria presa in giro per i tanti cittadini che vivono in questo territorio e contro i tanti ammalati che lottano quotidianamentecontro le diverse patologie oncologiche legate proprio agli alti tassi di inquinamento ambientale presenti.

Davvero troppo poco quanto ascoltato ad Acerra, nulla è stato spiegato sui provvedimenti seri da prendere. E sempre in tema Terra dei fuochi, al MITE ancora si attende, dalla Regione Campania, la perimetrazione del SIN Area vasta di Giuglianolegge n. 120 del 11.09.2020 una perimetrazione che attende di essere effettuata da quasi 2 anni e nonostante le rassicurazioni sui tempi, ad oggi nulla è stato fatto e tutto appare fermo e silente, proprio come il Governatore.

Renato Scognamiglio

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