Ad un anno esatto dall’assassinio di Giulia Tramontano e del suo bambino Thiago il compagno Alessandro Impagnatiello in aula che lo vede imputato per omicidio aggravato da premeditazione, crudeltà e vincolo parentale, davanti al pm confessa: “Immobile alle sue spalle ho colpito Giulia al collo, le ho dato il veleno due volte per farla abortire” Una confessione lucida, dettagliata, totale, drammatica, che ricalca fedelmente l’impianto accusatorio. Il barman milanese ha ammesso di aver ucciso Giulia Tramontano al fine di interrompere la gravidanza, dopo che la ragazza aveva scoperto la sua relazione parallela con la ragazza Italo inglese Allegra, di aver nascosto il cadavere e di averla avvelenata con il veleno per topi. La vittima fu colpita alle spalle come ha rivelato l’imputato in aula nel giorno del suo interrogatorio da parte dell’accusa davanti ai giudici della Corte d’assise di Milano. “Immobile alle sue spalle l’ho colpita al collo” ha detto l’uomo. Prima di rivelare questo particolare, che però era stato già ipotizzato dal medico legale perché la vittima non aveva lesioni da difesa, il 35enne aveva esordito dicendo che avrebbe detto la verità: “La persona che ero in quel periodo non è quella di oggi. Questo processo mi sta aiutando a mettere a posto dei punti che avevo sparsi, dei tasselli confusi. Ora posso parlare della reale verità, oggi sono una persona lucida”. In aula la mamma ed il fratello della vittima, mentre la sorella Chiara non ha avuto il coraggio di ascoltare le parole dell’assassino ed è uscita. intanto in questi giorni è stato inaugurato il centro antiviolenza del Comune di Sant’Antimo, città nativa della ragazza, intitolato proprio a lei.
Maria De Rosa
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