Superbonus – Dal 2024 non sarà poi così super
Considerato uno dei migliori incentivi degli ultimi tempi, ora si cerca di renderlo credibile per colpa di chi se ne è approfittato. Questo è quello che sta accadendo al superbonus, al suo destino. Dal Governo, strette in arrivo per ricondurre il super bonus alla sua funzione originaria.
Dal primo gennaio 2024 l’incentivo per le ristrutturazioni legate all’efficientamento energetico scenderà al 70 per cento.
Per concludere i lavori i proprietari si troveranno a dover coprire il 30% della differenza. Se i lavori non raggiungono il miglioramento di due classi energetiche dell’edificio, salta anche la detrazione del 70%. Lo spazio di manovra è però molto ridotto. Come spiega il Corriere, il ministero dell’Economia sta per ricevere i dati dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) sul tiraggio del bonus a dicembre. Se inizialmente si stimava una spesa di 14 miliardi di euro annui, ora si starebbe viaggiando a quasi il quadruplo, circa 50 miliardi. Cosa prevede allora il Governo? Varie proposte tra cui quella di Guido Quirino Liris che prevede la possibilità di chiudere tutti i lavori effettuati nel 2023 con un Sal, ovvero uno stato di avanzamento lavori, straordinario entro il 31 dicembre, con la possibilità di caricare le fatture sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate fino al 12 gennaio.
Si cerca anche una soluzione per i vari contenziosi. Il Governo prevede una norma ad hoc. Se non si vogliono perdere le agevolazioni sull’intero lavoro, gli sconti non più coperti dallo Stato dovranno essere coperti dai committenti. Se anche le imprese decidessero di non incassare, in tutto o in parte, la quota non agevolata, perderebbero poi l’agevolazione su tutto.
Maria Alessandra Celardo



















































































