
Luddite club- La nuova moda degli adolescenti americani
Chi non hai mai provato l’ansia da perdita del cellulare??? Dati, foto, appuntamenti che si perdono. Per non parlare di videochiamate, selfie e social a cui non si può più accedere. Ci si ritrova nel panico per l’assenza di quello che, oramai, è diventato il prolungamento del nostro braccio. Questa sensazione di smarrimento l’ha provata per qualche attimo una sedicenne, Logan Lane studentessa di Brooklyn. Lei come, diciamoci la verità, tutti noi, durante la pandemia ha fatto un abuso dei social tanto da non capire più se il postare una foto fosse per piacere o così tanto per farlo soprattutto per emulare le ragazzine popolari. Ma la perdita del cellulare per lei, invece, è stata una liberazione. Inizialmente non sapeva cosa fare, non sapeva come trascorrere il tempo senza cellulare. Poi, come stesso lei ha dichiarato, ha sentito cambiare “la chimica del cervello”. Si è resa conto che, senza il cellulare alla mano, c’è più tempo per fare tante altre cose. Ha iniziato a leggere di più e a cucirsi pantaloni da sola. Da qui la decisione di non avere più nessun tipo di smartphone se non un vecchio cellulare a conchiglia, dietro suggerimento dei genitori. Una sera ad un concerto punk le hanno presentato Jameson anche lei con un cellulare a conchiglia. Tra di loro non c’è stato nessun scambio di numero ma, per caso, dopo qualche settimana si sono incontrate in biblioteca e, poi, sono andate a chiacchierare in un parco. Da qui nasce il Luddite Club. Per il New York Times è stata la mamma di Logan a inventare il nome Luddite Club. Nome che deriva da Ned Ludd ovvero l’operaio che nel 1799 in Gran Bretagna diede inizio ad un movimento per reagire con violenza all’introduzione delle macchine dell’industria bruciando un telaio. Infatti, oggi, il termine indica chi rifiuta la tecnologia. Da qui Luddite Club ovvero l’antisocial network. I luddisti sono coloro che hanno rinunciato agli smartphone scegliendo di usare i telefonini a conchiglia solo per chiamate. Si incontrano al parco. Si siedono in cerchio a disegnare, leggere e suonare la chitarra. Per entrare nel club dei luddisti bisogna solo rispettare poche e semplici regole tra cui quella di tornare ad adoperare i vecchi cellulari che possono solo effettuare e ricevere chiamate. Un’altra regola è quella di tornare a vivere di più all’aria aperta, guardare il mondo realmente e non attraverso uno schermo, riscoprire i veri rapporti umani. Tutto ciò per una questione di salute mentale.
Di certo non è una cosa semplice da fare perché, oramai, con il cellulare si fa tanto, si fa quasi tutto. Potremmo, però, prendere esempio da loro quanto meno per limitarne l’uso così da avere più tempo per alzare lo sguardo e vedere scenari di vita reale.
M.Alessandra Celardo

















































































