La Mobilità Negata in Provincia di Napoli e Caserta
A che punto è la situazione della CTP e del Trasporto Pubblico?
La sentenza del Tribunale Fallimentare di Napoli del mese di febbraio ha dichiarato lo stato di insolvenza della Ctp e nominato giudice delegato Loredana Ferrara e commissario giudiziale Niccolò Abriani.
La Società Ctp ha debiti per 63 milioni” e – scrivono i
giudici – versa in uno stato di insolvenza, cioè non è in
grado di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le
proprie obbligazioni, a seguito del venir meno delle
condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa
attività”. Il Tribunale esclude “il ricorrere di un fenomeno
di occasionale inadempienza”, mentre sottolinea “il
sussistere di uno stato di definitiva incapacità
dell’impresa di far fronte regolarmente e con mezzi
normali (mezzi propri o affidamento di terzi) alle proprie obbligazioni.
“In forza alla società ci sono 503 lavoratori. Mentre risultano debiti nel bilancio 2019 per circa 63 milioni, a fronte di un attivo patrimoniale di 82 milioni e ricavi da vendite e prestazioni per 17,5 milioni. “Pertanto sono sussistenti i presupposti normativi per la dichiarazione dello stato di insolvenza della società”.
Rimane la situazione critica del Trasporto Pubblico – con l’area Nord di Napoli e quella di Caserta sempre più isolata senza un regolare servizio di trasporto pubblico.
Tra le situazioni critiche i circa 40 pullman in gestione a CTP ma di proprietà della Regione rimangono inutilizzati perché rientranti tra i beni del procedimento fallimentare. I vari sindaci dei comuni della zona nord di Napoli e di Caserta congiuntamente ad altre organizzazioni hanno scritto una lettera alla CTP, al Commissario Giudiziale nominato dal Tribunale e alle Autorità al fine di ridurre l’ormai stato di cronico disagio del Trasporto Pubblico e di utilizzare i 40 pullman in gestione a CTP ma di proprietà della Regione affidandoli ad altre aziende di trasporto al fine di far ripartire – almeno in parte – il trasporto.
E l’indotto?
Non si devono dimenticare i 27 Lavoratori dell’indotto di pulizie della CTP in presidio permanente presso il deposito di Arzano. Lavoratori che da mesi hanno fatto il proprio dovere di sanificazione, pulizia e assistenza dei mezzi, senza percepire lo stipendio e senza i dispositivi minimi indispensabili di sicurezza, oggi vergognosamente vengono licenziati e abbandonati dalla Società affidataria del servizio con la complicità ed il silenzio di tutte gli organi competenti.
Il fallimento della Compagnia Trasporti Pubblici (CTP) ha provocato molti disagi ai cittadini ed ai dipendenti,
senza stipendio da diversi mesi. Varie Associazioni flegree hanno espresso piena solidarietà ai lavoratori,
organizzando un sit-in presso i depositi della CTP sollecitando un intervento urgente della Regione Campania.
Non esistono solo gli autisti e i raccomandati della Politica, nell’intera filiera CTP esistono anche quelli lavoratori degli appalti che hanno sempre lavorato in condizioni disumane per 4 soldi, ma consapevoli che quello serviva per far sopra vivere la propria famiglia. Oggi chiedono che venga fatta giustizia e venga garantito il lavoro.
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Caro Carburanti
In questo quadro critico irrompe la crescita del costo dei carburanti congiuntamente da non dimenticare anche il calo dei passeggeri dovuto alla pandemia.
Le aziende dei trasporti pubblici e privati, come Anm ed Eav, rischiano il tracollo. Servirebbero altri 20 milioni o si ferma tutto il sistema dei trasporti. La Regione al momento ha fatto sapere che non aumenterà i prezzi dei biglietti di viaggio e per Nino Simeone, presidente della
commissione Trasporti di Napoli: “Bisogna abbassare le accise sui carburanti”.
I maxi-rincari dei carburanti si aggiungono a quelli del costo dell’elettricità che pesa soprattutto su metro, treni e funicolari. EAV per il trasporto ferroviario ha stimato aumenti di spesa per il caro bollette nel 2022 tra 1 e 1,8 milioni di euro al mese. Mentre l’aumento del gasolio costerà per far circolare i bus circa 1,5 milioni di euro in più quest’anno, per un aumento di spesa tra i 10 e i 20 milioni di euro per il 2022.
subito
“Abbiamo chiesto l’intervento del Governo Draghi per cercare di risolvere la situazione”, commenta a Fanpage.it il presidente Eav Umberto De Gregorio.
Una possibile soluzione al problema è di ricorrere a mezzi pubblici con alimentazioni alternative ma su questo la Campania è in forte ritardo.
I primi 67 bus elettrici. Sostituiranno l’attuale flotta a diesel entro il 2023. L’Anm ha inviato un piano al Ministero. Ogni bus elettrico costerà 450mila euro. Fondi dal Pnrr.
Il piano dell’Anm – dal titolo Full Green – prevede quindi
l’acquisto di 67 nuovi autobus elettrici entro la fine del
2024. Sono inseriti nella proposta PNRR, il Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza, inviata al Ministero
delle Infrastrutture, e che prevede in totale 253 autobus
elettrici e 3 depositi infrastrutturali con sistemi di
ricarica entro la fine del 2026 (Cavalleggeri, Carlo III e via Nazionale delle Puglie). L’adeguamento delle strutture costerà 36 milioni.
La situazione dovrebbe essere affrontata in una visione globale del Trasporto Pubblico Metropolitano.
È in atto un dibattito sulla realizzazione di una linea ferrata che congiunga i Comuni dell’area nord di Napoli e a parte i tempi di realizzazione lo studio e la fattibilità deve essere affrontata con serietà politica per non costruire altre cattedrali nel deserto. Ma al momento rimane la paralisi del Trasporto Pubblico.
Brancato Gaetano
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