SANREMO: UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO
Si potrebbe definire il “Festival delle aspettative” quello di quest’anno, una 75° edizione tutta da scoprire e che sta facendo senza dubbio parlare di sé. Dopo gli anni passati con la – forse ineguagliabile— conduzione di Amadeus, l’attesa per il ritorno di Carlo Conti era piuttosto scontata.
Citando la canzone in gara di Willie Peyote, questo Sanremo 2025 ha tutta l’aria di fare “due passi indietro ogni passo avanti”. La scelta di un conduttore passato non aveva inizialmente convinto il pubblico, seppur gli altissimi ascolti mostrati nelle ultime due conferenze stampa abbiano dimostrato ben altro. Con la sua conduzione definibile “istituzionale”, Conti ci ha fatto tornare indietro ai tempi in cui il festival era completa concentrazione sulla musica, senza spazio per le distrazioni: 29 i cantanti in gara, con brani riguardanti temi non troppo disparati, come l’amore, il dolore e la nostalgia (balorda).
Numerose le critiche, ma anche le conferme: quest’anno i big riaffermano il loro status, lasciando forse un po’ in ombra quei giovani che Amadeus aveva tanto cercato di far brillare. Non a caso, è lo stesso conduttore a dire sul timbro del suo Festival: “Credo segni un po’ un ritorno ai cantautori”. Inevitabile la ricerca, in molti quasi spasmodica, di analogie e differenze fra i due conduttori, non per forza concernenti un vincitore o un perdente. Carlo Conti è stato chiaro sin dal principio: “Ho sempre detto che avrei rifiutato il confronto con Amadeus, nel bene e nel male”.
I passi indietro sono senza dubbio stati abbastanza evidenti, sia per quanto riguarda la scelta delle canzoni in gara, che esprimono una certa esclusività tematica, sia per quanto riguarda la conduzione. Eravamo ormai abituati ad un clima coinvolgente, ad un Amadeus che quasi pareva farci essere lì in platea, ma anche a ritmi piuttosto lenti, che spesso non permettevano di ascoltare in una sera tutti gli artisti in gara. Conti è rimasto più istituzionale, certo forse dando a tutti un po’ troppa fretta, ma permettendoci quantomeno di restare sintonizzati per quasi tutta la serata.
Molte le polemiche, soprattutto riguardanti la presenza la prima sera di Noa e Mira Awad, le due cantanti spacciate per israeliana epalestinese, ma entrambe in realtà israeliane. Pioggia critiche soprattutto questa mattina in conferenza stampa, sia per quanto riguarda la situazione Fedez, per i suoi presunti guai con la legge, sia per quanto riguarda le percentuali di voto della serata finale. A dare il tocco di grazia sicuramente le risposte forse un po’ impulsive di Conti, alludendo a votazioni poco trasparenti da parte della sala stampa lo scorso anno.
Manca ancora qualche giorno alla chiusura di quest’edizione e siamo ben convinti che ci sarà ancora molto da commentare quello che sembra essere il “Festival dei record”, forse più di quello di Amadeus.
GABRIELLA COSTANZO



















































































