Dovrebbero essere aperte dal 18 gennaio al 10 febbraio le iscrizioni alle scuole per il prossimo anno scolastico. In arrivo tra le novità l’introduzione del liceo del Made in Italy fortemente voluto dal Governo Meloni e che dovrebbe partire già da settembre 2024. Il nuovo liceo ha l’obiettivo di formare studenti con conoscenze specifiche per la gestione d’impresa e le strategie di mercato. Si tratta di un nuovo indirizzo liceale, non di una opzione all’interno di un altro percorso liceale o una variante dell’attuale indirizzo socio-economico, il più simile a quelli esistenti. L’attenzione sarà in particolare sulle imprese del Made in Italy con un percorso formativo concentrato sulle scienze economiche e giuridiche, competenze imprenditoriali, due lingue straniere e un rapporto stretto con le aziende e filiere produttive, oltre che attenzione alle discipline STEM: Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Il governo ha come obiettivo quello di far partire il nuovo liceo già dall’anno scolastico 2024/2025. Difficile però immaginare iscrizioni per un percorso scolastico che non è stato presentato negli open day di questi mesi e per cui non sono stati organizzate classi e reperiti docenti. Dovrebbero esserci 132 ore di Lingua e letteratura italiana, 99 ore di Storia e Geografia, Diritto, Economia Politica, Lingua e Cultura Straniera, Matematica con Informatica e 66 ore di una Seconda Lingua, di Scienze Naturali, di Scienze Motorie e Sportive. Infine 33 ore da dedicare alla Storia dell’Arte e alla Religione Cattolica o ad altre attività alternative. Nel triennio dovrebbero esserci materie come economia e gestione delle imprese del Made in Italy; modelli di business nelle industrie dei settori della moda, dell’arte e dell’alimentare; Made in Italy e mercati internazionali. Gli studenti faranno anche tirocini nelle imprese dei settori interessati. Altra novità è stata studiata dal governo per venire incontro alle imprese che trovano sempre più difficoltà a trovare lavoratori qualificati: un problema che che per l’esecutivo trova la soluzione nella scuola, dove bisognerà maggiormente puntare sulla pratica affinché una volta diplomati gli studenti siano già pronti per entrare nel mondo del lavoro.

A tal proposito la VII Commissione del Senato ha approvato il disegno di legge con cui vengono riformati gli istituti tecnici e professionali introducendo il modello 4 anni più 2 di formazione specializzata negli Istituti tecnici superiori.
Chi si vuole specializzare in determinate materie, dalla meccanica all’elettronica, potrà quindi farlo dopo soli 4 anni di scuola: si arriva così ad avere studenti che al intorno ai 20 anni di età avranno completato un percorso di studi altamente professionalizzante, pronti per rispondere alle esigenze delle aziende. D’altronde i dati sugli ITS ci confermano che questi sono la migliore soluzione possibile per chi vuole trovare lavoro senza andare all’Università: garantiscono infatti un tasso di occupazione che supera il 90%.
Nel dettaglio, con la riforma degli ITS sarà il piano di studi a cambiare attraverso le seguenti novità:
* potenziamento dell’insegnamento della matematica e dell’italiano;
* più spazio ai Pcto (percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, l’ex alternanza scuola-lavoro);
* possibilità di portare in classe docenti provenienti dal mondo produttivo e professionale, potendo così formare gli studenti attraverso percorsi di istruzione personalizzati e flessibili.
La durata ridotta per gli istituti tecnici sarà in vigore già per il prossimo anno scolastico, tuttavia per il momento si tratta solamente di una fase di sperimentazione: solamente il 30% degli istituti, infatti, potrà prendervi parte, sulla base di una ripartizione regionale.
Maria De Rosa



















































































